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Roma 8 maggio - “L’emergenza coronavirus, a causa dello stop ai collegamenti internazionali per i passeggeri, sta obbligando i marittimi a periodi di imbarco più lunghi che li stanno mettendo a dura prova, sia fisica che mentale, considerando la lunga lontananza dalle proprie famiglie. Il Governo e gli armatori non possono ignorare questa situazione e devono agire subito a difesa dei lavoratori”. Così dichiarano i segretari generali di Filt-Cgil Fit-Cisl, Uiltrasporti, Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia, Claudio Tarlazzi, spiegando che “durante il lockdown il trasporto marittimo è stato determinante per garantire l’approvvigionamento di medicine, cibo e altri beni di prima necessità, visto che l’85% delle merci viaggia via mare. I marittimi hanno dato e stanno continuando a dare il massimo in condizioni difficili”.
“Ora però - chiedono i tre segretari generali - bisogna occuparsi di loro e dei propri diritti. A bordo delle navi sono circa 200 mila i marittimi bloccati che aspettano di essere sostituiti con altri marittimi in attesa di imbarco. Inoltre a bordo va rafforzato il monitoraggio delle condizioni di salute sia in generale che in relazione al Covid-19. Infine riteniamo che si debba riavviare al più presto il confronto sul rinnovo del contratto nazionale di settore, le cui trattative sono giunte ad uno snodo importante ed apprezzato dalle controparti”.
“Tutte queste criticità - avvisano Malorgio, Pellecchia e Tarlazzi - se non risolte rapidamente, porteranno tutto il settore a un punto di rottura. Come organizzazioni sindacali confederali vorremmo evitare tutto ciò e per questo, chiediamo agli armatori, oltre all’impegno già profuso per garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti, di sviluppare un ulteriore sforzo per risolvere definitivamente una situazione diventata insostenibile per molti marittimi. Nel contempo i Ministri dei Trasporti e degli Esteri, Paola De Micheli e Luigi Di Maio - chiedono infine i tre segretari generali - ci convochino subito per trovare le migliori soluzioni”.

Roma 23 luglio. “Abbiamo presentato un emendamento per risolvere il problema nel settore dei marittimi italiani imbarcati su navi in servizio internazionale, insorto con l’obbligo del pagamento delle retribuzioni con sistemi tracciabili, che escludono denaro contante, previsto nell’ultima legge di bilancio”. Così i Segretari Nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Natale Colombo, Monica Mascia e Paolo Fantappiè, che proseguono: “gli anticipi sulle retribuzioni in contanti che il personale riceve a bordo sono fondamentali per consentire l’acquisto di beni e servizi primari a terra, quando le navi attraccano in porti commerciali esteri”.
“Per questo - proseguono i segretari nazionali - abbiamo elaborato e presentato uno specifico emendamento alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, in occasione della discussione sul Decreto Dignità, di deroga per il settore marittimo, perché venga escluso dalla tracciabilità delle somme percepite a bordo nave nei servizi internazionali. La moneta elettronica, infatti, non è accettata in molti porti del mondo”.
“Auspichiamo che il Parlamento dia seguito positivo a questa necessaria deroga per il benessere dei nostri marittimi”.

Roma 24 aprile - “Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 1794/2015 per il settore marittimo parte da un dato - ha sottolineato Maurizio Colombai della Filt Cgil in audizione alla Camera - che è il miglioramento delle condizioni dei diritti dei lavoratori marittimi. Da qualche parte bisogna partire, se siamo entrati in procedura infrazione è perchè non abbiamo adeguato la normativa alle direttive europee”.
Tuttavia, ha osservato, “c'è un passaggio che non ci convince molto che riguarda il personale individuato per la procedura di licenziamento collettivo: c’è una frase che sembrerebbe autorizzare il licenziamento collettivo per il personale imbarcato sulle nave che è in quel momento oggetto di cessione o di cambio di bandiera o di dismissione. Così come è scritta sembrerebbe' autorizzare' una sorta di bad company che diventa oggetto della cessione”. Quanto al Registro internazionale delle navi, la Cgil chiede che sia modificato solo se si migliorano le condizioni di lavoro. “Abbiamo uno status - ha detto Colombai - se da qui bisogna fare in modo che ci siano piu' garanzie per i lavoratori siamo disponibili, altrimenti rimanga com’è”.

Roma, 23 luglio. “Qualsiasi eventuale riorganizzazione del personale amministrativo sarà preventivamente discussa con le organizzazioni sindacali come previsto dal contratto nazionale dei marittimi e ci hanno assicurato che in tutti i casi non ci saranno effetti negativi sui livelli occupazionali delle aziende”. E’ quanto affermano i segretari nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Natale Colombo, Monica Mascia e Paolo Fantappiè, a conclusione dell’incontro con i dirigenti delle due compagnie di navigazione Moby e Tirrenia sul progetto di fusione in corso.
“L’operazione - proseguono i tre segretari nazionali - in base a quanto ci hanno riferito le aziende, che vedrà l’assorbimento di Moby in Tirrenia, si sviluppa in varie fasi e tappe, a partire dalla presentazione di un progetto tecnico/giuridico, già depositato presso il Tribunale di Milano, e proseguirà con un cronoprogramma di eventi, passando per il coinvolgimento della struttura finanza di entrambe le società, fino all’approvazione delle assemblee ordinarie dei soci. Moby e Tirrenia prevedono che tutta l’operazione si possa concludere entro l’anno. Continueremo a vigilare e a monitorare affinché ciò che ci è stato garantito in termini di salvaguardia dei posti di lavoro e di tutele dei lavoratori sia mantenuto sotto tutti gli aspetti”.

Roma 23 aprile - “E’ inaccettabile la new TTT Lines decida di cessare il servizio Napoli Catania lasciando a casa 170 marittimi”. E’ quanto affermano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti nazionali, in merito alla situazione della società che svolge con due navi il servizio di trasporto marittimo sulla rotta tra Napoli e Catania, spiegando che “abbiamo appreso improvvisamente della intenzioni della proprietà senza alcuna comunicazione preventiva e senza aprire alcuna procedura con i sindacati”.
“Abbiamo immediatamente chiesto un incontro all'associazione armatoriale Confitarma per l'avvio immediato del confronto e siamo determinati a salvare il lavoro dei marittimi e delle attività accessorie interessate da questa grave situazione”.
“Non permetteremo - affermano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - che si possa compiere questo taglio di posti di lavoro nonostante che vi siano ancora interessi a continuare il servizio sulla stessa linea Catania Napoli e chiederemo quindi che la proprietà si faccia carico di risolvere questa pesante condizione, garantendo la continuità dell’attività o l’apertura di procedure che permettano, come da norme vigenti, la salvaguardia occupazionale”.