Roma 26 ottobre 2026 - “Non si è risolto il problema del settore che ha bisogno di una riforma strutturale che metta al centro le risorse, il governo del comparto e i controlli all’interno di un piano generale dei trasporti e della logistica per il futuro del settore e del paese”. A sostenerlo sui provvedimenti, adottati dal Governo in materia di autotrasporto, il coordinatore nazionale trasporto merci e logistica della Filt Cgil, Andrea Gambacciani, spiegando che “vanno superate tutte le modalità e i metodi di finanziamento che, in tutti questi anni, hanno solo 'drogato' il settore, senza garantire il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'attrattività della professione di autista, l’ammodernamento delle flotte e il superamento di strutture d’impresa in grado di affrontare le crisi”.
“Per evitare che si arrivi alle forme di proteste di questi giorni - prosegue il dirigente nazionale della Filt Cgil - serve un sistema che vincoli la responsabilità del committente fino al cliente finale e avviare un nuovo sistema di controlli su tutta la filiera dell’autotrasporto conto terzi. Non ci si deve limitare solo al primo vettore ma bisogna arrivare alla subvezione, a partire dai controlli sul Durc, sulla regolarità fiscale e contributiva, sull’applicazione del contratto nazionale leader del settore, oltre ad i controlli sulla sicurezza e su tutte le idoneità così come succede con l'applicazione del contratto logistica, trasporto merci e spedizione per i trasporti dell’ultimo miglio. Inoltre devono essere utilizzate le tabelle di costo del lavoro, emanate dal Ministero del lavoro, per garantire che il sistema tariffario, anche nella subvezione, non scarichi i costi su lavoratrici e lavoratori del settore. Serve investire - afferma infine Gambacciani - su modelli che innalzino sempre di più la sicurezza degli autisti e su finanziamenti di aree di soste, sicure e dotate di tutte le strutture, a partire da servizi igienici, che garantiscano il giusto riposo dell’autista e serve ricorrere alla contrattazione di secondo livello, ancora troppo limitata in questo settore, che deve essere il luogo nel quale affrontare i temi del salario e della produttività troppo spesso lasciata alla contrattazione individuale”.


