ico terraico mareico ariaico facebookico twitterico instagramico instagram
ico instagramico instagramico twitterico facebookico ariaico mareico terra
ico terraico mareico ariaico cercaico facebookico twitterico instagramico instagram
logo
logo
logo

In queste ore molti associati e lavoratrici e lavoratori ci stanno chiedendo per quale ragione sia stata proclamata un’azione di sciopero per l’11 marzo da parte di una sola organizzazione sindacale, lamentando una nuova frattura nel percorso unitario.

Riteniamo utile ricordare che il sindacato ha già rappresentato formalmente all’azienda, nell’ultimo incontro e nella relativa informativa al personale, che le criticità gestionali da tempo evidenziate dalle RSA e dalle segreterie nazionali devono trovare soluzione all’interno del confronto complessivo sul rinnovo del contratto collettivo aziendale, scaduto ormai da 15 mesi.

Per questa ragione si è ritenuto più efficace affrontare insieme tutti i temi - salariali, normativi e organizzativi - nel quadro del rinnovo contrattuale. Una trattativa organica rafforza la vertenza e tutela meglio l’interesse generale del personale; al contrario, separare i temi rischia di frammentare il negoziato e di ridurne l’efficacia.

Accelerare il percorso di rinnovo del contratto di lavoro, secondo noi, è la strada da percorrere. Una strada che eviti di costringere il personale ad assistere a distinguo che di difficile comprensione per i lavoratori.

Il tema salariale e quello di una migliore conciliazione tra vita e lavoro sono priorità concrete che non vogliamo compromettere nei tempi e nei contenuti del confronto negoziale. Per questo riteniamo che, in questa fase, interrompere il confronto con uno sciopero rischierebbe soprattutto di ritardare ulteriormente il recupero salariale dei lavoratori, con l’unico effetto di favorire l’azienda.

Il diritto di sciopero è uno strumento fondamentale e costituzionalmente garantito, ma proprio per questo riteniamo debba essere utilizzato nel momento in cui può produrre la massima efficacia rispetto agli obiettivi rivendicati.

Le nostre priorità sono chiare:

  • adeguamento salariale in linea con il CCNL AF;
  • incremento delle competenze accessorie, anche sul tema dei pasti;
  • rafforzamento delle tutele genitoriali;
  • miglioramento della conciliazione vita-lavoro;
  • interventi strutturali sulle criticità organizzative, sugli organici e sul reticolo degli impianti.

Temi rispetto ai quali l’azienda dovrà assumersi piena responsabilità dopo un lungo periodo di cattiva gestione.

Se il percorso contrattuale non dovesse condurre a risultati coerenti con queste rivendicazioni, la mobilitazione diventerà inevitabile e sarà costruita nel merito, coinvolgendo i lavoratori a partire dalle assemblee.

La controparte, per noi, resta una sola: ITALO.