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Roma 19 febbraio 2026 - “Riaffermare la centralità del lavoro e del pool di manodopera ex articolo 17 come perno di un modello portuale efficiente, giusto e socialmente sostenibile”. A sostenerlo il segretario nazionale della Filt Cgil Eugenio Stanziale nel corso l’Attivo dei Quadri e Delegati dei Porti sottolineando che “questa iniziativa non è una semplice occasione di confronto con il cluster portuale, ma un passaggio politico e sindacale necessario”.
“Si è parlato molto della riforma dei porti - ha spiegato il dirigente nazionale della Filt Cgil - che così come ci è stata presentata e narrata non ci convince affatto. Le Autorità di sistema portuale devono esercitare pienamente la loro funzione di regolazione e controllo, garantendo il rispetto delle regole, delle concessioni e dei contratti. Il piano organico porto non può essere un adempimento formale, ma deve diventare uno strumento centrale di pianificazione del lavoro, dei fabbisogni professionali e dell’impatto delle innovazioni tecnologiche, riconoscendo esplicitamente il ruolo strategico del pool di manodopera”.
“Senza il lavoro, senza diritti, senza sicurezza e senza professionalità - ha sostenuto infine Stanziale - nessuna riforma potrà dirsi davvero riuscita. Il futuro dei porti italiani passa inevitabilmente dal futuro del lavoro che in quei porti si svolge”.