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Roma 14 settembre - “L'ennesima vita umana spezzata sul lavoro in ambito marittimo e portuale”. A denunciarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti su quanto accaduto su una nave ormeggiata al Porto di Salerno, dove un lavoratore marittimo è deceduto dopo essere stato investito da un mezzo meccanico ed un altro è in gravi condizioni, sottolineando che “ci uniamo al dolore della famiglia del giovane lavoratore, colpita dal grave lutto, alla quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà”.
“Sono anni - affermano le tre organizzazioni sindacali - che chiediamo di tenere alta la guardia e l’attenzione sugli infortuni in ambito marittimo e portuale dove è necessario fare molto di più rispetto al tema della salute e della sicurezza, rafforzando il sistema di tutele e di controlli”.
"Da questo punto di vista denunciamo quanto sia grave - proseguono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - che non siano stati emanati i regolamenti necessari a consentire il coordinamento delle leggi 271 e 272 del 1999 con la disciplina del decreto legislativo 81/2008 sulla Stop-Work Authority. Bisogna altresì accrescere l’informazione e la formazione in tutti i posti di lavoro attraverso il coinvolgimento e la partecipazione degli Rls aziendali e di sito. È fondamentale che il lavoro marittimo e le operazioni portuali avvengano nel pieno rispetto delle procedure con particolare attenzione ai rischi dovuti alle interferenze che si verificano quando in uno stesso luogo lavorano più imprese”.
"Facciamo appello a tutte le Istituzioni e Autorità competenti - affermano infine le tre organizzazioni sindacali - a dare avvio a un confronto permanente per realizzare un radicale cambio di rotta sulla materia della salute e della sicurezza, affinché l'obiettivo di eliminare le morti sul lavoro diventi un imperativo per tutti”.