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Roma, 15 giugno - “Da aziende, Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e dell’Interno servono interventi ed azioni concrete di prevenzione affinché non si ripetano situazioni che stanno avendo una preoccupante escalation negli ultimi tempi”. Lo chiedono unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie in merito alla salute e sicurezza dei lavoratori delle ferrovie a seguito dell’aggressione ai danni di un capotreno nella stazione di Perugia e dell’incidente sul lavoro che ha coinvolto un lavoratore di Rfi sulla linea per Savona durante i lavori di potenziamento dell’infrastruttura, annunciando “a sostegno della vertenza sulla salute e sicurezza un’azione di protesta per mercoledì 16 giugno, dalle 11 alle 12, di tutti i lavoratori del Gruppo Fs Italiane, di Italo-Ntv e delle società Trenord e Trenitalia Tper. Nel frattempo chiederemo un urgente incontro al gruppo Ferrovie dello Stato, azienda in cui lavora il capotreno aggredito, per capire quali interventi di prevenzione intenda fin da subito applicare”.

Secondo le organizzazioni sindacali “non è concepibile che i lavoratori debbano trovarsi in situazioni simili, rischiando la propria incolumità nell’espletamento delle proprie funzioni. Le aziende sono tenute alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori sia dall’articolo 2087 del codice civile che dal Decreto legislativo 81 del 2008”.

“Laddove si dovessero verificare fenomeni di aggressioni al personale e le aziende dei trasporti interessate non dovessero mettere in atto misure concrete di prevenzione - chiedono infine Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Ferrovie - gli azionisti diano seguito con interventi di discontinuità”.