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Roma 25 marzo - “Confermato lo sciopero nazionale di 24 ore, domani, venerdì 26 marzo, di tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale”. Lo riferiscono unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna spiegando che “nonostante il contratto collettivo di lavoro sia scaduto nel 2017 le associazioni datoriali continuano a praticare tattiche dilatorie e, pertanto, a nulla sono serviti i tentativi messi in campo dal sindacato per scongiurare lo sciopero”.

“Da quasi quattro anni gli autoferrotranvieri e internavigatori - sottolineano le organizzazioni sindacali - aspettano il rinnovo del contratto, oggi più che mai necessario per recuperare la perdita di potere di acquisto dei salari e vedere garantiti i propri diritti mentre le aziende del settore continuano a prendere ingenti contributi dallo Stato. Ultimo è lo stanziamento, nell’ambito del Decreto Sostegni, di ulteriori importanti risorse, pari a 800 milioni di euro, che si aggiungono a quelle già ricevute, destinate al settore per compensare la riduzione dei ricavi da traffico, causati dagli effetti della pandemia”.

“Le belle parole espresse dalle associazioni datoriali di ringraziamento per la dedizione dimostrata - proseguono Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna - da parte di chi ha continuato senza fermarsi a svolgere il proprio lavoro con grande professionalità, spesso in condizioni di grave disagio e mettendo a rischio la propria incolumità, soprattutto in un momento difficile come quello attuale, così come le intenzioni di riformare il settore anche attraverso la valorizzazione del lavoro, si sono svuotate di contenuto e rilevate solo come uno strumento per ottenere risorse”.

“Ci dispiace recare ulteriore disagio agli utenti in questa particolare situazione che il paese sta vivendo - affermano le organizzazioni sindacali - ma in gioco non c’è solo il contratto, ma anche la qualità del servizio che, anche attraverso un rinnovo contrattuale, può avere i suoi forti benefici. L’atteggiamento tenuto dalle associazioni datoriali - concludono le organizzazioni sindacali - dimostra altresì che il sistema del trasporto pubblico italiano va riformato al più presto perché l’eccessiva frammentazione con oltre 900 aziende sono alla base delle inefficienze che gli utenti rilevano giornalmente”.