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etuc
CES – CONFEDERAZIONE EUROPEA DEI SINDACATI
ETUC – European Trade Union Federations

Nasce nel 1973 e comprende 89 confederazioni sindacali nazionali. I sindacati affiliati provengono da 38 Paesi Europei – per l’Italia Cgil, Cisl e Uil e rappresentano circa 60 milioni di lavoratori.

Passo importante nella lotta per ridurre le morti per cancro legate al lavoro.
25 marzo 2021 - Gli eurodeputati della commissione per l'occupazione del Parlamento europeo hanno approvato oggi a stragrande maggioranza emendamenti significativi alla direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni, per proteggere i lavoratori dai rischi di esposizione a sostanze pericolose sul lavoro.
(versione italiana - versione inglese)

Ritiro del Governo turco dalla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne.
23 marzo 2021 - Venerdì scorso, il governo turco ha annunciato il ritiro dalla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. Questo è un enorme passo indietro per i diritti delle donne e ci uniamo alla dichiarazione della CES (versione inglese ed italiana), approvata durante dal comitato esecutivo del 22-23 marzo 2021, in risposta al ritiro della Turchia. La dichiarazione completa è disponibile sul sito web della CES:  https://www.etuc.org/en/document/etuc-statement-response-turkeys-withdrawal-istanbul-convention

Social Rights: ETF aderisce alla campagna on line dell’ETUC
12 dicembre 2016 – Anche l’ETF supporta l’ETUC nella petzione on line “Social Rights First”. L’obiettivo è quello di raccogliere il massimo numero di adesioni entro la fine di dicembre per far arrivare alla Commissione Europea il messaggio che i diritti sociali vengono prima degli interessi degli affari e delle banche. Si può firmare la petizione all’indirizzo http://socialrightsfirst.eu/

Piattaforma sul futuro dell’Europa
28 novembre 2016 – Nel corso degli ultimi mesi, la CES è stata impegnata in un ampio dibattito sul tema del futuro dell’Europa. In particolare, il gruppo dirigente della CES ha elaborato la piattaforma, approvata durante l’ultima riunione del Comitato Esecutivo del 7 novembre 2016 e discussa alla presenza del Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker.

Dichiarazione sul voto del Parlamento Europeo sul parere della Corte di Giustizia sul ICS contenuto nel CETA
23 novembre 2016 – Nella sessione plenaria del 23 novembre il Parlamento Europeo, con 19 voti contrari, 258 favorevoli e 22 astensioni, ha respinto la mozione, presentata da numerosi parlamentari che richiedeva un parere preventivo della Corte di Giustizia Europea sulla legittimità del Sistema della Corte per gli Investimenti (ICS), contenuto nel trattato commerciale UE-Canada (CETA) prima del voto di ratifica da parte del Parlamento Europeo stesso. Condividendo con la CES numerose preoccupazioni relative all’ICS, la CGIL, insieme con CISL e UIL, aveva richiesto ai parlamentari europei italiani di votare a favore di questa mozione. L’ICS, infatti, offrirebbe agli investitori stranieri un tribunale speciale privato per reclamare il loro diritto al profitto contro le misure adottate da singoli stati o dall’UE, un’opportunità peraltro non disponibile né per i lavoratori né per altri importanti rappresentanze di interessi sociali né per gli investitori nazionali e un pesante disincentivo alla regolamentazione da parte dei governi, potenzialmente minacciati dal ricorso all’ICS da parte di imprese multinazionali. Si creerebbe in tal modo un sistema legale e giurisdizionale parallelo, assolutamente non necessario nel contesto del CETA, in quanto sia il Canada che i Paesi Membri dell’Unione Europea sono provvisti di sistemi legali nazionali avanzati, democratici e indipendenti. Con il CETA l’Unione Europea introdurrebbe per la prima volta in un accordo commerciale europeo questo sistema di una corte per gli investimenti, che la Commissione ha intenzione di includere anche in molti altri futuri accordi commerciali, i cui negoziati sono in corso. La CGIL ritiene particolarmente grave che il Parlamento Europeo, compresi molti parlamentari italiani, in particolare la totalità del gruppo popolare e del gruppo conservatore e la maggioranza di quello dei socialisti e democratici, abbia respinto una richiesta di trasparenza e di legittimità su un tema sul quale più di 3 milioni di lavoratori e di cittadini europei hanno espresso preoccupazione e contrarietà. Dire No a questa richiesta alimenta la sfiducia nella politica e nella sua capacità di stabilire regole eque, democratiche, trasparenti e socialmente sostenibili alla globalizzazione dell’economia e degli scambi e a garantire il pieno diritto dei governi, a tutti i livelli, a promuovere i diritti dei cittadini, dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente anche attraverso servizi pubblici universali, accessibili e garantiti a tutti i cittadini: un Sì invece sarebbe bastato per promuovere il cambiamento nella direzione del progresso sociale e della promozione dei diritti umani.

Posizione su PEDS
settembre 2016 – La Confederazione Europea dei Sindacati ha prodotto una posizione dal titolo “Adoperarsi per Migliorare le condizioni di tutti i lavoratori” sulla proposta della Commissione Europea del “Pilastro Europeo dei Diritti Sociali” (PEDS).