news

Scioperi: Colla (Cgil), relazione Garante non ci convince

La nuova segreteria nazionae

Roma 21 giugno – “La relazione non ci convince. Come impostazione generale, non si dice mai con precisione chi proclama gli scioperi, si parla di giornate di scioperi ma non si dice quante ore. E’ un’impostazione che sarebbe meglio dettagliare e non lasciare in forma generale perché si lancia un messaggio che rischia di accontentare una platea sociale ma di non vedere emergere le verità che ci sono in questo mondo”. Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla, commentando la relazione del Garante degli scioperi aggiungendo che “la Legge 146 è una delle migliori in Europa ma la Commissione pensa con le delibere di dare una risposta e di smontare la possibilità del diritto di sciopero e questo non va bene”.
“L’ultima delibera che è stata fatta sul Tpl – sottolinea Colla – non solo non darà nessuna risposta al tema della frammentazione dello sciopero ma rischia di alterare la rabbia e la delusione rispetto ad un diritto costituzionale”.
“Si fa sempre riferimento alla responsabilità dell’organizzazione sindacale – fa notare il segretario confederale della Cgil – ma non si parla mai della responsabilità che hanno in questi settori le imprese. Fare delibere che modificano il diritto di sciopero rischia di creare una rabbia che non fa riconoscere più le istituzioni, la politica, i soggetti di mediazione. Se l’Authority non nota queste cose e fa delibere che tolgono il diritto costituzionale dal punto di vista dello sciopero, noi non solo non siamo d’accordo ma impugneremo quella delibera”.

Scioperi: Colla, Cgil, Cuccello Cisl, Foccillio, Uil “Commissione Garanzia svilisce finalità legge su sciopero nei servizi pubblici essenziali”

Roma 21 giu- “Dalla relazione annuale, presentata oggi, ci saremmo aspettati elaborazioni ed analisi sui dati in suo possesso, che avrebbero potuto fornire al Parlamento ed all’opinione pubblica, un quadro certo sulle controversie nei servizi pubblici essenziali” E’ quanto scrivono in una nota unitaria i Segretari confederali di Cgil Cisl e Uil, Vincenzo Colla, Andrea Cuccello ed Antonio Foccillo, commentando i contenuti della relazione sull’attività della Commissione di garanzia per il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, svolta stamani al suo Presidente, Giuseppe Santoro Passarelli, alla Camera dei Deputati.
“Ad esempio -specificano-, quali sono i dati in ordine al numero dei conflitti collettivi, alle motivazioni, alla distribuzione geografica, quali sigle sindacali proclamanti ? Inoltre c’è stata una totale omissione -è ancora la critica delle confederazioni sindacali- rispetto alla provvisoria regolamentazione sul trasporto pubblico locale, adottata dalla Commissione con delibera n.18/138 protocollata il 7 maggio 2018″.
Per Colla, Cuccello e Foccillo, infatti, la Commissione di Garanzia, con quella delibera, “ha scelto la strada sbagliata, trasformandosi da garante a parte in causa, evitando di affrontare seriamente i motivi della proliferazione degli scioperi, promossi da sigle sindacali che rappresentano pochissimi associati, comprimendo un importante diritto costituzionale ed andando a peggiorare un accordo trovato tra le parti, come previsto dalla legge 146/90, attraverso la contrattazione, con equilibrio e responsabilità, raddoppiando l’intervallo tra le azioni di sciopero da 10 a 20 giorni in modo improprio”.
Da ciò la valutazione che “i fatti posti in essere dal garante, abbiano determinato una restrizione della facoltà di esercizio del diritto di sciopero e per questo motivo -fanno sapere Cgil, Cisl e Uil- sosterremo l’azione legale/amministrativa per l’annullamento della delibera in questione, intentata dalla FiltCgil, FitCIsl e Uiltrasporti con l’obiettivo di restituire efficacia, come prevede la legge, al diritto di sciopero ma anche al diritto di libertà di circolazione degli utenti. La delibera della Commissione, infatti, -è la conclusione dei sindacalisti Colla Cuccello e Foccillo- genera una regolamentazione non condivisa dalle organizzazioni sindacali, una situazione di incertezza delle regole e di sfiducia nella imparzialità dell’Organo di garanzia, di grave pregiudizio per diritti degli utenti, che possono trovarsi esposti ad una conflittualità esasperata proprio da regole troppo restrittive”.