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Porti: Filt Cgil, per 210 licenziamenti Cagliari responsabilità anche del Mit

sciopero porto cagliari

Roma 19 giugno – “A fronte delle interlocuzioni di questi ultimi giorni, è un risultato prodotto dal Ministro dei Trasporti e dalle istituzioni, che non hanno coinvolto il sindacato, in totale dispregio dello stesso contratto nazionale e quindi della precisa volontà di superare i soggetti deputati a rappresentare i lavoratori”. Così il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo sulla procedura di licenziamento collettivo per i 210 lavoratori diretti della Cict, la società del gruppo Contship che si occupa del traffico container al porto canale di Cagliari, affermando che “è una presa in giro per tutto il personale dipendente di Cict sempre richiamato al senso di responsabilità mentre irresponsabilmente si è partorito il licenziamento di tutti”.
“Dopo Gioia Tauro – spiega il dirigente nazionale della Filt Cgil – Contship Italia abbandona anche Cagliari e nessun ministro interviene, nonostante le nostre grida di allarme lanciate già da un anno. Ancora una volta si dà uno schiaffo violento al lavoro ed ai lavoratori dopo aver utilizzato fondi pubblici ed incentivi a vario titolo. Il Mit ed il Mise non possono continuare a sfuggire alle proprie responsabilità ed è su queste priorità che si misura la loro capacità di azione. È urgente – chiede inoltre Colombo – una specifica sede di confronto che, al di fuori della procedura, analizzi nel merito le vere criticità di Cagliari che stanno soprattutto dentro la strategia del gruppo Contship per il nostro paese piuttosto che nell’esclusiva carenza infrastrutturale”.
“Il porto di Cagliari va calato all’interno di una progettualità del paese per il sistema portuale nel suo insieme – dichiara infine Colombo – affinché si possano governare sotto un’unica guida le singole specificità della portualità italiana”.

Porto Cagliari: Filt Cgil, serve tavolo di crisi con Governo
Roma 7 giugno – “Va immediatamente insediato un tavolo di crisi con il Governo per la difesa del lavoro e dell’economia dell’intera Regione Sardegna, considerando l’importanza ed il valore che il porto di Cagliari rappresenta per lo stesso territorio insulare”. Lo chiede il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo per la crisi dell’impresa Cict al porto di Cagliari che “dopo quelle delle imprese Cts e Mts sta esplodendo, al pari di quella dei dipendenti di Iterc, in tutta la sua crisi e gravità”.
“In Cict – evidenzia il dirigente nazionale della Filt – ci sono, oggi, circa 300 lavoratori dipendenti che non hanno ancora ricevuto lo stipendio di maggio e temono che si materializzino provvedimenti ancora più drastici pur avendo registrato, recentemente, il ripiano delle perdite di esercizio deciso nell’ultimo CdA. A conferma di ciò arriva l’annuncio della compagnia Hapag Lloyd di non poter più fare scalo a Cagliari per l’assenza dei servizi forniti da Cict e quindi ad inequivocabile conferma che lo scalo non rientra più nelle strategie del gruppo Contship Italia che controlla Cict ”. “Come Federazione nazionale continueremo – afferma infine Colombo – a sostenere le ragioni della vertenza e ci adopereremo in tutte le sedi affinché non si perdano ulteriori posti di lavoro e si restituisca dignità ai lavoratori”.