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Porti: Filt Cgil, Governo risponda ad Ue garantendo sviluppo settore

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Roma 10 gennaio – “Non apriamo ad alcuna trasformazione delle Autorità di Sistema Portuale in Spa”. Lo afferma la Filt Cgil nazionale, chiedendo che “ora si apra il confronto col Governo sulla portualità italiana”
“Già ieri – spiega la Federazione dei Trasporti della Cgil – abbiamo provato a sollevare l’attenzione sul tema urgente del pronunciamento della Commissione UE che consideriamo sbagliato e che rischia di determinare il blocco allo sviluppo infrastrutturale della portualità italiana. L’Italia deve, entro due mesi, formulare le motivazioni affinchè la stessa Commissione possa rivedere i propri convincimenti. In questo quadro – prosegue la Filt – abbiamo chiesto al Governo di aprire un confronto col sindacato sullo sviluppo della portualitá e sulle leve giuridiche utilizzabili che, nel salvaguardare il ruolo e le funzioni delle AdSP, non soffochino la sua operatività e le azioni che sono necessarie a reggere la competitività dei nostri porti. È evidente – conclude la Federazione dei Trasporti della Cgil – che la discussione sulla trasformazione delle AdSP in imprese è pretestuosa e rischia di snaturarne le funzioni senza risolvere i problemi”.

Porti: Filt, da parere Commissione Ue si avvii riflessione su politiche comunitarie
Roma 9 gennaio – “Da parte del Governo e del Ministro competente serve una seria e concreta riflessione sul ruolo della portualità italiana rispetto alle politiche comunitarie”. E’ quanto chiede il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo, a seguito del parere della Commissione Ue sulle esenzioni fiscali dei porti italiani e spagnoli, evidenziando che “qualificare come ‘aiuto di stato’ i finanziamenti comunitari riconosciuti allo Stato, e non a imprese private, per le opere di infrastrutturazione dei porti del Mediterraneo, il cui potenziamento è previsto proprio in ragione dell’attuazione delle politiche europee, appare contradditoria e richiede la massima attenzione nell’esercizio dell’attività di lobbying nelle sedi opportune”.
Secondo il dirigente nazionale della Filt Cgil “è arrivato il momento di avviare, con le dovute e necessarie competenze, un raccordo serio con la Commissione europea ed esigere un regolamento puntuale ed univoco per tutti gli stati membri con l’auspicio di poter individuare criteri di selettività, utili a dare il giusto valore e mercato alla portualità del nostro Paese. Inoltre a partire dal pronunciamento, che non va assolutamente trascurato ma affrontato con la giusta determinazione, si può decidere, per l’immediato futuro, la struttura giuridica delle stesse Autorità di Sistema portuale, sempre più proiettate in un contesto che va oltre i confini nazionali. Serve, pertanto – sostiene infine Colombo – un’azione congiunta con tutti i soggetti istituzionali, nonché il coinvolgimento del sindacato anche europeo, per un raffronto continuo sull’adozione delle politiche comuni da mettere in campo per la promozione e lo sviluppo della portualità nei paesi mediterranei”.