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Dl Rilancio: Filt, serve emendamento autoproduzione nei porti, si rischia conflitto

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Roma 21 giugno – “Ribadiamo la necessità di un intervento rafforzativo sulla disciplina vigente che regola le operazioni portuali”. E’ quanto afferma la Filt Cgil, in merito all’emendamento presentato al Dl Rilancio sull’autoproduzione nei porti, chiedendo al Governo “una scelta di responsabilità a sostegno di una necessità che è nell’interesse generale del Paese”.
“La deregolamentazione del lavoro portuale – sottolinea la Federazione dei Trasporti della Cgil – va a discapito anche della sicurezza sul lavoro. Le diverse occasioni in cui si sono registrate interpretazioni distorsive della norma e creato condizioni di competizione sleale tra le imprese rendono ora necessario un intervento per chiarire i rispettivi e distinti ambiti e ruoli di attività portuale e marittima”.
“Le nostre rivendicazioni – prosegue la Filt Cgil – vanno nella direzione di salvaguardare la specializzazione del lavoro portuale, in linea con gli indirizzi e le scelte su questo tema già assunte dal legislatore con la riforma del 2016 ma anche a livello internazionale e, pertanto, riteniamo debbano essere difese e sostenute nel dibattito parlamentare di conversione del Dl Rilancio. Apprezziamo che all’interno della maggioranza di governo ci sia un posizionamento forte a sostegno delle nostre ragioni ed auspichiamo che si traduca in un concreto e responsabile sostegno dell’intera maggioranza parlamentare e di chi, nell’opposizione, ne comprende il fine. Si agisca, quindi, coerentemente per garantire ai lavoratori e al sistema portuale nazionale la dovuta dignità di diritti e tutele già definite e affermate nel resto d’Europa e nel mondo con il sostegno delle nostre Federazioni europea Etf e internazionale Itf”.
“Non esiste un’alternativa valida a quanto chiediamo – spiega infine la Filt Cgil – è una soluzione necessaria ad evitare la ripresa di una stagione conflittuale che, riteniamo, il Paese non meriti e non sia in grado di sopportare”.