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Alitalia, Sindacati: urgente incontro con ministri Gualtieri, De Micheli e Patuanelli

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Roma 12 settembre – “Preoccupati dalle notizie apparse sulla stampa sulle indecisioni del Ministero dell’Economia riguardo la partecipazione azionaria nella costituzione della nuova Alitalia, abbiamo chiesto un incontro urgente ai Ministri Gualtieri, De Micheli e Patuanelli”. A dichiararlo i segretari generali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Stefano Malorgio, Salvatore Pellecchia, Claudio Tarlazzi, che proseguono: “notizie del genere rischiano di vanificare il grande impegno dei commissari e dei lavoratori, che hanno dimostrato in tutti questi lunghi mesi le grandi potenzialità di sviluppo di Alitalia e la sua strategicità per il governo dei flussi turistici internazionali verso e dal nostro Paese e da e per l’Europa e il resto del mondo”.
“In questa fase – spiegano Malorgio, Pellecchia, Tarlazzi – è necessario che ognuno faccia la propria parte senza tentennamenti e che il nuovo governo avvii il dialogo con il sindacato e perfezioni il percorso, avviato ormai da un anno, propedeutico al rilancio dell’azienda. Servono, al contempo, regole di sistema per il settore, che impediscano alle aziende di scegliersi, a parità di impiego dei lavoratori, i contratti di lavoro da applicare, facendo così concorrenza sleale verso chi le regole le rispetta. Serve, inoltre, il finanziamento strutturale del fondo di sostegno al reddito, del quale il trasporto aereo non può fare a meno, considerato che ad oggi le disposizioni di legge prevedono che si interrompa al 31 dicembre prossimo. Ormai non c’è più tempo, occorre che al più presto si dia vita concreta alla nuova Alitalia, dotandola di un buon piano industriale di investimento per nuovi aeromobili che la rafforzi nel mercato”.
“Auspichiamo una convocazione nell’immediato – affermano infine Malorgio, Pellecchia, e Tarlazzi – perché i lavoratori diretti e indiretti non possono più continuare a pagare gli errori di strategia di tutti i governi che si sono occupati di Alitalia e dei piani industriali sbagliati dei gruppi dirigenti, che hanno ridotto la compagnia nello stato in cui si trova”.