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Alitalia: Filt Cgil, basta rinvii serve soluzione prima delle elezioni

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Roma 3 aprile – “Un ulteriore rinvio dopo quelli di ottobre, dicembre, gennaio e marzo non è più accettabile, una soluzione va trovata adesso, abbiamo già ribadito che non possiamo aspettare fino a dopo le elezioni europee”. Lo afferma su Alitalia il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, aggiungendo che “la vertenza diventerebbe nuovamente un dossier da campagna elettorale su cui raccogliere voti a scapito dei lavoratori”.
“La cassa sta finendo, il prestito ponte scadrà a giugno – denuncia il dirigente nazionale della Filt – e quindi la soluzione va trovata subito. Se non c’è nell’immediato la finalizzazione dell’acquisizione con la nascita della Newco, lo si dica e si mettano in campo le azioni necessarie, a partire dall’immissione di capitali freschi entro breve, per far sopravvivere la compagnia. I lavoratori – sottolinea Cuscito – non possono pagare gli errori delle male gestioni dei manager, che si sono avvicendati nel corso degli anni e che se sono andati con ricche liquidazioni, e della politica che non ha mai affrontato la situazione in maniera definitiva, mettendo in campo un piano industriale di prospettiva e sviluppo che chiediamo da anni”.

Alitalia: Filt, soluzione prima delle elezioni altrimenti si eviti ipotesi liquidazione
Roma 28 marzo – “Da parte del Governo non è più assolutamente rinviabile una soluzione che non va rimandata a dopo le elezioni europee”. Lo afferma su Alitalia il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, aggiungendo che “la vertenza non deve diventare nuovamente materiale da campagna elettorale, se c’è una soluzione la si metta in pratica, se non c’è nell’immediato lo si dica e si ragioni per mettere in campo le azioni necessarie per evitare la liquidazione della società e la messa a terra degli aeromobili”.
Secondo il dirigente nazionale della Filt “quanto emerso dall’audizione dei Commissari è molto preoccupante e si deve cominciare a valutare la possibilità, da qui a giugno, di un’immissione di capitali per evitare il peggio e soprattutto che siano nuovamente i lavoratori a pagare gli errori altrui. Inoltre in questa fase, come promesso, il Governo deve lavorare per definire il ruolo dello Stato a garanzia del piano industriale e di tutto il settore”.
“In attesa di essere convocati – afferma infine Cuscito – dopo lo sciopero di 4 ore dello scorso 25 marzo e senza ulteriori notizie da parte del Governo, saremo costretti a mettere in campo una nuova protesta di tutto il settore di 24 ore”.