14-15 maggio 2008
 

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(9) D. Anche io penso che prima di fare sciopero il 9 maggio si doveva aspettare di capire cosa intende fare il nuovo Governo. Per questo io non ho scioperato, anche perché solo 4 ore e con la garanzia dei servizi minimi mi è sembrata proprio una presa in giro.

R. Scusaci, non vogliamo fare polemica, ma ci pare che le tue due affermazioni siano tra loro in contraddizione: se lo sciopero era inutile, come tu affermi, sarebbe stato ancora più sbagliato farlo di durata maggiore.
Comunque, alla tua prima considerazione (sull'opportunità dello sciopero) abbiamo risposto ai quesiti n. 6 e n. 8 odierni, mentre alla seconda (sulla durata dello sciopero) abbiamo risposto, per es., in occasione del quesito n. 9 della sessione dello  scorso 17 aprile.
(8). D. Ciao a tutti. Sono un Macchinista della Divisione Passeggeri e lavoro a Roma. Volevo complimentarmi per questo spazio e per l'interessante materiale che state pubblicando su questo sito. Sono iscritto alla Cgil da 3 anni e sto in FS da 12. Seguo le informative sindacali con una certa attenzione e ho visto che in occasioni precedenti avete risposto a domande di alcuni colleghi sull'Agente Solo. Ci sono novità? Un saluto e grazie per la risposta.

R. No, nessuna novità concreta. Presso Trenitalia sono proseguite le riunioni sindacali sulle tematiche relative alle innovazioni tecnologiche, ma la situazione, al momento ,resta quella già descritta nelle occasioni precedenti anche da te citate (per es., con le risposte ai quesiti n. 3 della sessione del 17 aprile e n. 7 della sessione del 10 aprile scorsi).
Grazie dei complimenti e continua a seguirci. Ciao
(7) D. Lavoro alla GTT di Torino e sono iscritto alla Cgil dal 2001. Il 9 maggio ha scioperato, però alcuni colleghi che non hanno scioperato hanno fatto la stessa osservazione del collega di Trambus di Roma. Cosa ne pensate? Un saluto e complimenti per questa interessante iniziativa.

R. Cosa ne pensiamo è descritto, ci pare ampiamente, nella risposta al quesito n. 6 odierno, al quale ti riferisci.
D'altra parte, si tratta di una osservazione che, pur non condivisa da noi, appare legittima e che, peraltro, avevamo registrato in diverse occasioni, nel corso delle iniziative organizzate per preparare lo sciopero del 9 maggio.
Restiamo comunque convinti del fatto che il sistematico ricorso alla "politica" per dare soluzione, soprattutto nel TPL, a vertenze che andrebbero invece risolte nella loro naturale sede di contrattazione tra le parti sociali, sia l'effetto di un esercizio distorto della titolarità di rappresentanza e della responsabilità che questa titolarità dovrebbe comportare.
Soprattutto con riferimento al TPL, ma non solo al TPL, le vicende degli ultimi anni evidenziano, in particolare,  un esercizio troppo spesso irresponsabile della rappresentanza datoriale, che anche in questa occasione, almeno per la posizione tenuta finora, si sottrae ai propri doveri. 
I dissensi finora espressi, infatti, non sono ancora di merito, perché la trattativa non è neppure iniziata.
Il 9 si è scioperato perché non è ancora partita la trattativa: ciò che si è inteso denunciare e contro cui si è scioperato è il tentativo di non riconoscere nemmeno il diritto ad iniziare la trattativa!
B eh, almeno questo tentativo andava respinto subito e con fermezza.
Ciao e grazie per i complimenti

(6) D. Sono un autoferrotranviere di Trambus Roma, iscritto ad un sindacato diverso dalla Cgil. Anche se sono abbastanza d'accordo con la piattaforma per il nuovo CCNL, il 9 maggio non ho scioperato perché penso che era utile capire prima l'orientamento del nuovo Governo. Perché invece avete fatto lo sciopero lo stesso?

R. Lo sciopero del 9 maggio è stato indetto il 10 aprile (tre giorni prima delle elezioni  e la decisione è stata il frutto di una valutazione esclusivamente sindacale, articolata nei tre seguenti punti:

1.      Il Sindacato e tutte  le associazioni datoriali interessate hanno sottoscritto il 21 novembre un accordo, in sede governativa, per dare luogo ad una nuova area contrattuale unica che ricomprendesse i due CCNL (TPL e Attività Ferroviarie) attualmente distinti;

2.      In base a quell'accordo preliminare il Sindacato ha predisposto una piattaforma contrattuale che, approvata il 21 febbraio dall'Assemblea Nazionale Unitaria dei Quadri e Delegati del settore (alla quale hanno partecipato 2.500 persone), è  stata inviata il giorno successivo alle controparti con la contestuale richiesta formale di apertura del negoziato;

3.      Da allora, il negoziato contrattuale non è ancora partito!   


La vertenza, cioè, era, al momento della dichiarazione di sciopero, ed è tuttora, ad uno stadio che prescinde dal quadro politico di contesto.
Semplicemente, il Sindacato ha inviato il 22 febbraio alle controparti datoriali  una proposta conseguente ad una precedente intesa da tutti sottoscritta il 21 febbraio e, da allora, le controparti non hanno nemmeno  avviato il negoziato.
Anzi, alcune di esse (in particolare, Asstra e Anav) hanno comunicato il 18 marzo al Sindacato di essere soltanto disponibili a svolgere una prima “ricognizione tecnica” sul nuovo CCNL unico, dopo che, invece, il 21 novembre avevano concordato anche loro sulla costruzione del nuovo CCNL alla scadenza (31 dicembre) di quello allora in vigore.
In sostanza, con queste valutazioni, che cosa c'entra, almeno in questa prima fase, il nuovo Governo?
Peraltro, infine, a differenza di numerosi casi del recente passato, da parte delle associazioni datoriali, soprattutto di quelle del TPL, non possono nemmeno essere addotte difficoltà riferibili all'indisponibilità di risorse finanziarie a copertura dei costi contrattuali, visto che, per la prima volta da oltre un quinquennio a questa parte, nell'ultima legge finanziaria, approvata dal Parlamento appena sostituito, è stato previsto uno stanziamento triennale per il settore di circa 1,5 miliardi di euro, anche comprensivo della copertura degli oneri contrattuali (come chiaramente scritto nel relativo dispositivo di legge).

(5) D. Salve. Solo qualche giorno fa ho potuto leggere la piattaforma per il nuovo CCNL. Nella parte economica, si propone un aumento medio di 150 euro. Che vuol dire? Non sarà la solita "media del pollo"?

R. Nel nostro caso, per la precisione, la richiesta è di 150 euro medi sulla retribuzione parametrale, quella cioè determinata dalla collocazione di una determinata qualifica nel sistema di classificazione e inquadramento professionale.
In pratica, quindi, la richiesta di 150 euro si riferisce alle qualifiche e ai profili professionali collocati al parametro medio di inquadramento e, precisa ancora la piattaforma (cap. IV e cap VII), tale aumento è da realizzare nell'ambito del biennio 2008-2009 e da riparametrare (ricalcolare, cioè, per ogni parametro di inquadramento in proporzione alla sua collocazione relativa, superiore o inferiore, rispetto al parametro medio) sui due sistemi d'inquadramento, attualmente distinti, rispettivamente vigenti nel CCNL del TPL e in quello delle Attività Ferroviarie.
Proprio per evitare quella che tu definisci "media del pollo", la piattaforma precisa inoltre che va assunto quale parametro medio di riferimento quello effettivo (considerando, cioè, l'effettiva distribuzione dei lavoratori nelle diverse posizioni parametrali di inquadramento) e non quello "aritmetico" (dato, cioè, dalla semplice media matematica dei livelli parametrali).
In considerazione di ciò, quindi, riteniamo che i parametri medi di riferimento per i due, attualmente distinti, sistemi di classificazione siano da individuare per il TPL non oltre il 158 (con le precisazioni già descritte in risposta al quesito n. 16 della sessione del 13 marzo scorso) e per le Attività Ferroviarie non oltre il livello E (come già risposto al quesito n. 15 di quella stessa sessione).
(4) D. Ho saputo che Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo sul nuovo modello contrattuale. Che succede per il nostro Contratto.

R. Abbiamo già risposto in passato ad alcuni quesiti analoghi, tra i quali il n. 12 della sessione dell'8 maggio e, prima, il n.14 della sessione del 10 aprile.
E' vero, i Direttivi Unitari di Cgil, Cisl e Uil hanno approvato il 12 maggio scorso la proposta di riforma del modello contrattuale e delle procedure di democrazia sindacale predisposta unitariamente dalle Segreterie Confederali dopo una paziente discussione interna.
Sia chiaro, però: per ora, si tratta della proposta del Sindacato, sulla quale, peraltro, è appena partita la consultazione tra i lavoratori.
Cioè, il fatto che nelle prossime settimane si possa intavolare, come auspicato dal Sindacato, un confronto tra Governo e parti sociali su questo tema non è affatto ostativo all'apertura, intanto , del negoziato sul nuovo CCNL unico della mobilità.
Se, poi, il primo confronto dovesse determinare effetti sul nostro negoziato contrattuale, si tratterà di valutarli opportunamente in corso d'opera, quando, eventualmente, il problema si dovesse porre.
(3) D. Il 9 maggio ho scioperato. Lavoro ad Alessandria, alla DCI Torino. Adesso che succede.

Abbiamo già risposto ad un quesito analogo prima dello sciopero (n. 4 dell'8 maggio scorso) e valutiamo molto soddisfacente l'adesione registrata, come descriviamo nella risposta al quesito precedente. Aprire la trattativa è una responsabilità  che, in questa prima fase della vertenza, fa esclusivamente capo alle controparti datoriali, che devono superare rapidamente, intanto, le contraddizioni tra di loro.
Se ciò non fosse, bisognerà verificare se il nuovo Governo, appena insediatosi, ritenga di considerarsi garante dell'impegno che le stesse controparti assunsero con le Organizzazioni Sindacali il 21 novembre scorso, su iniziativa del Governo allora in carica, per la definizione di un nuovo CCNL unico nel quale confluissero i due CCNL, del TPL e delle Attività Ferroviarie, attualmente distinti.
E' chiaro che se qualcosa non si muove in tempi brevi, risulterà inevitabile l'inasprimento della vertenza.
(2) D. Ciao. sono un autoferrotranviere di Spoleto. Da noi lo sciopero del 9 maggio è andato piuttosto bene. Nel resto d'Italia?

R. Anche. Complessivamente, i dati comunicatici dalle strutture sindacali territoriali totalizzano, su base nazionale, un'adesione superiore al 77%, alla quale concorre un dato più alto nel TPL rispetto al trasporto ferroviario.
D'altra parte, era prevedibile che uno sciopero di 4 ore avrebbe comportato qualche difficoltà nel trasporto ferroviario, considerando che la garanzia dei treni a lunga percorrenza nazionale comporta, in ogni caso, il "comando" di migliaia di addetti alla circolazione dei convogli.
Si tratta, comunque, di un ottimo risultato, in una vertenza che vede per la prima volta insieme, sul medesimo obiettivo contrattuale, autoferrotranvieri, ferrovieri e addetti agli appalti ferroviari.
(1) D. Buongiorno. Sono un'iscritta alla Cgil e lavoro presso uno staff della DTR Liguria di Trenitalia. Circolano voci su modifiche del nostro orario di lavoro. Ho letto la piattaforma per il rinnovo contrattuale. diffusa dal Sindacato, ma non ho trovato nulla. Che dite?

R. Con l'occasione, in premessa, una precisazione.
Quella approvata dall'Assemblea Nazionale del 21 febbraio scorso ed immediatamente inviata alle controparti non è la piattaforma per il rinnovo del CCNL delle Attività Ferroviarie, bensì la piattaforma per un nuovo CCNL nel quale devono confluire gli attuali ambiti di applicazione di quel CCNL e del CCNL del TPL.
La piattaforma (cap. V) descrive gli elementi riferiti all'orario di lavoro che dovranno essere disciplinati dal nuovo CCNL (nell'articolazione tra parte contrattuale comune e parti specifiche, queste seconde non interessanti, però, nel caso da te esposto, la tua attività lavorativa) e quanto, invece, demandato alla contrattazione aziendale.
Su questa, la piattaforma, in più passaggi, conferma la validità degli accordi e delle prassi in essere, in quanto compatibili con la nuova disciplina contrattuale nazionale e in tale ambito rientra, per es. l'attuale normativa aziendale FS che regola i vari aspetti dell'orario di lavoro (dalla durata settimanale ordinaria a 36 ore, ferie e permessi, flessibilità in entrata e in uscita, trattamenti economici di carattere aziendale, straordinario, ecc.).
In sostanza, cioè, si tratta, appunto, di "voci", la cui eventuale concretizzazione dovrebbe comunque passare attraverso la contrattazione collettiva di livello aziendale.