11-12 giugno 2008
 

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(8) D. Sono un operatore di esercizio dipendente dell'ATL di Livorno. Diversi miei amici che lavorano in  aziende di altri settori, tra cui un ferroviere, hanno ricevuto dalle loro aziende il contratto di lavoro. Nella mia azienda mi sono informato e mi è stato detto che non esiste una pubblicazione del genere. E' possibile?
R. Sì. Negli accordi sindacali relativi ai rinnovi di CCNL può essere  prevista la stampa e la distribuzione ai lavoratori del testo contrattuale. In questi casi, di solito si tratta di una pubblicazione redatta congiuntamente a livello nazionale dalle parti sociali stipulanti il CCNL, periodicamente ristampata e aggiornata con gli accordi nel frattempo intervenuti e, in qualche caso, corredata con le principali norme legislative citate nell'articolato contrattuale, oppure di riferimento generale.
Nel caso del TPL non è così. Esistono, cioè, pubblicazioni edite dalle associazioni datoriali (Asstra e Anav), dalle Organizzazioni Sindacali o da qualche più o meno autorevole "esperto" in materia, ma da molti anni non viene più redatto congiuntamente dalle parti sociali un testo contrattuale "coordinato" da distribuire tra i lavoratori.
Anche in occasione dell'ultimo rinnovo contrattuale del TPL, sottoscritto in stesura definitiva il 14 dicembre 2004, era stata prevista (art. 12) la redazione di una tale pubblicazione a cura di una commissione mista associazioni datoriali-organizzazioni sindacali che avrebbe dovuto avviare i lavori a partire da febbraio 2005...
Quella commissione non si è mai riunita: ad inizio 2005 "esplose" la vertenza sul trattamento di malattia (conclusa solo a novembre di quell'anno) e tramontarono, ancora una volta, le condizioni per  scrivere insieme alle controparti il testo coordinato delle norme contrattuali vigenti.
(7) D. Buongiorno a tutti. Sono un capostazione della DCM Palermo. Volevo fare la seguente domanda: non è che la trattativa del nostro contratto non parte perché si è aperta la discussione sul nuovo modello contrattuale?
R. No. Anzi, meglio: questo argomento non è stato finora usato da chi si sta opponendo all'avvio del negoziato.
D'altra parte, se fosse usato rappresenterebbe un ulteriore elemento di strumentalizzazione nella vertenza, considerando che, in ogni caso, è nota la disponibilità del Sindacato a tenere conto, anche nella vicenda del nuovo CCNL unico della mobilità, delle eventuali novità che dovessero essere introdotte su assetto e modello della contrattazione collettiva, come descritto già in altre occasioni in questo "filodiretto" (per es., rispondendo ai quesiti n. 14 della sessione del 10 aprile e n. 12 di quella dell'8 maggio).
(6) D. Ho letto che stavolta, dopo aver dichiarato sciopero, avete chiesto l'intervento del Governo. Ha risposto?
R. No. La nota sindacale unitaria inviata il 5 giugno ai Ministri del Lavoro e di Infrastrutture e Trasporti è principalmente un'informativa al Governo sullo stato della vertenza contrattuale. Inoltre, richiede un intervento che favorisca l'avvio del negoziato.
Anche nello scorso aprile, comunque, dopo aver proclamato lo sciopero del 9 maggio, fu assunta analoga iniziativa nei confronti del Governo allora in carica.
In questa fase, però, come già per lo sciopero di maggio, la principale responsabilità del conflitto  è da imputare alle associazioni datoriali, che si rifiutano di aprire la trattativa contrattuale, pur evidenziando posizioni diverse tra loro, anche comunicate formalmente al Sindacato nel corso delle scorse settimane.
(5) D. Ciao. Lavoro a Terni, Sono un autoferrotranviere iscritto alla Cgil. Vi domando: è possibile che ad ogni rinnovo contrattuale dobbiamo sempre scioperare per fare partire la trattativa? Perché?
R. Purtroppo è così...
Da ormai diversi anni, le vicende contrattuali del TPL si caratterizzano con il rifiuto delle controparti a sedersi al tavolo del negoziato nei tempi normalmente dovuti. Di volta in volta le ragioni sostenute da Asstra e Anav sono diverse, ma, ogni volta, il tentativo è stato quello di costringere Sindacato e lavoratori ad intraprendere subito delle iniziative di lotta, di solito, appunto, per fare semplicemente partire il negoziato.
Una tattica irresponsabile, finalizzata ad "usare" le vertenze sindacali per fare pressioni sulle Istituzioni nazionale e locali. Una tattica irresponsabile perché abdica dalle responsabilità di rappresentanza delle due associazioni, delegittima l'autorevolezza della contrattazione collettiva, esaspera le vertenze, "cattura" cinicamente la cittadinanza in disagi che una dinamica relazionale "normale" tra parti sociali responsabili potrebbe in gran parte evitare.
In questa occasione, la contraddizione di Asstra e Anav è comunque particolarmente  evidente: il 21 novembre scorso, in sede governativa, hanno sottoscritto un accordo con tutte le associazioni datoriali e con tutte le organizzazioni sindacali per dare vita al nuovo CCNL unico della mobilità, ma adesso dicono che non si può più fare ...
(4) D. sono un autoferrotranviere che lavora a Bologna. E' vero che l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa ha prodotto un taglio alle risorse del TPL?
R. Sì. Il testo del decreto presentato in Parlamento dal Governo contiene una serie di tagli di spesa pubblica nazionale che, secondo il Ministero dell'Economia, devono "compensare" il minore introito fiscale determinato dall'operazione decisa sull'ICI applicata sulla prima casa e sulla detassazione degli straordinari.
Il taglio proposto per il TPL riguarda i 113 milioni di euro previsti dalla Legge Finanziaria 2008 (approvata alla fine del 2007 dal precedente Parlamento) quale concorso di spesa pubblica nazionale per gli investimenti nel parco mezzi delle aziende.
(3) D. Ma siete davvero sicuri che si farà il Contratto unico?
R. Può valere  quanto descritto in risposta al  quesito n. 2 precedente.
Ciao.
(2) D. Sono un autoferrotranviere di Gorizia. Sono d'accordo con il Contratto unico, ma penso che non ce la faremo a realizzare questo obiettivo. Le resistenze sono troppo forti. Vi saluto.
R. Fin dall'Assemblea Nazionale del 21 febbraio il Sindacato non ha nascosto le difficoltà dell'operazione contrattuale proposta, né, però, perso occasione per ribadire le ragioni di un'operazione indispensabile per adeguare i livelli di tutela dei lavoratori coinvolti.
Il fatto, cioè, che l'obiettivo sia di difficile conseguimento non è una sorpresa, né può significare che vi si rinunci.
Significa, invece, che va sviluppata un'adeguata iniziativa sindacale che rimuova queste difficoltà, la principale delle quali, al momento, è rappresentata dal rifiuto di alcune delle controparti di aprire il negoziato e dall'incapacità delle altre controparti di spostare lo stato delle cose.
E' evidente, cioè, la contraddizione nel fronte datoriale ed è principalmente su quella contraddizione che, in questa fase, deve agire l'iniziativa sindacale e la capacità di mobilitazione della categoria: quella espressa il 9 maggio e quella che si saprà esprimere nel corso dell'intera vertenza, a partire dallo sciopero del prossimo 7 luglio.
(1) D. Ho letto sul giornale che è stato indetto un nuovo sciopero per il 7/7. Non ho però visto materiale di informazione sindacale. Perché? Un saluto.
R. Lo sciopero è stato deciso il 4 giugno nel corso di una riunione unitaria delle Segreterie Nazionali convocata per valutare lo stato della vertenza contrattuale. Il giorno 5 è stato inviato il materiale alle strutture sindacali territoriali che ne stanno curando riproduzione e diffusione.
Come al solito, infine, saranno nei prossimi giorni programmate le iniziative di informazione e discussione nei luoghi di lavoro per preparare lo sciopero.
Nel frattempo, se vuoi, trovi il materiale citato in altra parte di questo sito, nell'area  dedicata a "filtcgilmobilitàdiario". Ciao