I lavoratori dei trasporti reagiscono!

 

Note dal Congresso ETF 2013
Di Eduardo Chagas, Segretario Generale ETF

Il Congresso ETF 2013 si è appena concluso e tutto il team ETF è tornato al lavoro, con l’impegno ad affrontare le minacce che sono state lanciate, in tutti i settori dei trasporti, ai lavoratori e ai sindacati che li rappresentano.

Questo è stato uno dei temi centrali affrontati dal nostro Congresso: è ormai evidente che la Commissione Europea, le istituzioni finanziarie internazionali, i governi nazionali e le associazioni datoriali hanno aperto una vera e propria guerra contro il mondo del lavoro.

Le attività sviluppate dalla Federazione sono chiaramente contrassegnate dalla grave crisi economica e sociale che stiamo vivendo, ed i cui primi segnali erano già emersi nel 2009, anno del nostro precedente Congresso a Ponta Delgada, nelle Azzorre.

 

Nonostante la lotta condotta da molti dei nostri affiliati e dall'ETF per contrastare le strategie neoliberiste, apparentemente volte ad affrontare la crisi, la verità è che i paesi europei non sono stati in grado di imparare la lezione impartita dall’esperienza del disastro causato da decenni di deregulation, speculazione e de-industrializzazione dell'assetto economico a favore di una economia finanziaria che si è dimostrata miope rispetto alle conseguenze sociali delle sue politiche.
Sebbene le misure di austerità della Troika, imposte – nonostante gli avvertimenti di economisti di fama mondiale –  dalla Commissione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale abbiano determinato un’enorme spirale recessiva, la realtà è che la crisi, nelle sue diverse forme, viene utilizzata per attaccare le basi del modello sociale europeo, sradicare i diritti sociali e sindacali, tagliare sui diritti acquisiti, spesso non rispettando i diritti fondamentali delle costituzioni nazionali.
In questa “guerra del lavoro” il movimento sindacale europeo non è stato in grado di mostrare la sua vera forza e di arginare questa drammatica offensiva. Anche sul piano politico, i partiti tradizionalmente impegnati nella difesa dei diritti sociali sono stati trascinati nella trappola del "discorso di austerità", in grado di imporre una più equa distribuzione della ricchezza. Ciò ha avuto come conseguenza anche il trasferimento dei voti di una parte della classe operaia a partiti populisti, xenofobi e di estrema destra, che cercano di sfruttare il malcontento e la perdita di speranza dei cittadini.

L'eliminazione dei diritti sindacali, la crescente mancanza di partecipazione dei cittadini al processo decisionale, basata sull’assunto per cui la loro partecipazione alle elezioni è più che sufficiente, insieme agli allarmanti livelli di disoccupazione e di precarietà, in particolare tra le donne ed i giovani, stanno diventando un ordigno che rischia di esplodere senza preavviso.

Il rapporto sull'andamento del mercato del lavoro recentemente pubblicato dalla Direzione Generale Affari Economici e Finanziari è una chiara espressione degli obiettivi della Commissione Europea. Pur riconoscendo che l'UE è " l'unica grande regione del mondo dove la disoccupazione non si abbassa", il report enumera i "successi" di un decennio di riforme del mercato del lavoro. Tra gli altri:

- Diminuzione dei contributi previdenziali per i datori di lavoro e/o dipendenti;
- Diminuzione della durata del periodo di preavviso e del livello delle indennità, riduzione dei requisiti procedurali per i licenziamenti in contratti a tempo indeterminato;
- Aumento della durata massima cumulativa dei contratti a tempo determinato e del numero massimo di rinnovi;
- Diminuzione del livello di contributi per i regimi pensionistici e di invalidità;
- Aumento dell'età pensionabile e criteri di riduzione dei trattamenti per programmi di pensionamento anticipato;
- Riduzione della quantità di prestazioni pensionistiche e indennità;
- Diminuzione dei salari minimi legali e contrattuali;
- Riduzione dell’ambito di applicazione della contrattazione o (automatica) estensione dei contratti collettivi;
- Riduzione complessiva del potere di fissazione dei salari da parte dei sindacati;
- Aumento del tempo di lavoro, riduzione degli straordinari, maggiore flessibilità dell’orario di lavoro, incentivo al ricorso a contratti a tempo parziale.

La lista è molto lunga e il fatto che la relazione è prodotta dalla DG ECFIN mostra chiaramente il controllo che gli affari finanziari hanno preso sulle politiche economiche e sociali europee.
Il Congresso ETF ha inviato un chiaro segnale sul fatto che i lavoratori dei trasporti combatteranno contro queste politiche e che il programma di lavoro adottato all'unanimità dai delegati al Congresso sarà determinante nel mettere in pratica tale obiettivo.


Il documento individua cinque priorità principali, ciascuna delle quali descrive la situazione e le sfide attuali, stabilisce gli obiettivi da perseguire nel corso del prossimo mandato e le possibili azioni concrete da sviluppare.

In linea con ciò che è stato già discusso nello scorso Congresso, la prima priorità è la  Politica dei trasporti e la mobilità sostenibile. La tendenza attuale di porre la concorrenza come principale forza motrice della politica dei trasporti dell'UE deve essere fermata e l'ETF ribadisce la sua opinione: è attraverso la cooperazione tra le modalità di trasporto che sarà possibile sviluppare soluzioni sostenibili per ridurre in modo significativo l'impatto che i trasporti hanno sul cambiamento climatico. Ciò è importante anche per porre fine all’ossessione dei responsabili politici per la liberalizzazione.
È indispensabile che la politica dei trasporti assuma un approccio sociale in grado di abbattere le attuali forme di dumping sociale, che si traducono in una corsa al ribasso dei salari e delle condizioni di lavoro. Allo stesso tempo, l'Europa deve continuare a migliorare l’implementazione degli standard di sicurezza.


La seconda priorità è il Lavoro e i diritti sindacali. Alla luce delle considerazioni di cui sopra, questo è un compito fondamentale per l'ETF nel prossimo mandato, dati i crescenti attacchi ai diritti sindacali consolidati. Lo sfruttamento ed altre forme di abusi proliferano, con il consenso, manifesto o latente, di molti Stati membri e delle loro amministrazioni. L'ETF promuoverà attivamente il raggiungimento di un più equo bilanciamento di potere, a cui gli affiliati potranno ricorrere al fine di garantire un’azione più efficace, in particolare nel quadro del dialogo sociale settoriale.

Il programma di lavoro prevede anche la creazione di un osservatorio ETF sulle violazioni dei diritti sindacali.


La terza priorità va nella stessa direzione. L’abbiamo denominata Sindacati più forti: organizzarsi globalmente ed intende individuare aree chiave di intervento, tra cui donne e giovani lavoratori dei trasporti. È opportuno quindi sottolineare che il Congresso ha approvato una serie di emendamenti alla Costituzione ETF per quanto riguarda la creazione del Comitato giovani ETF, che sarà formalmente costituito ad ottobre 2013 nel corso di una grande conferenza che si terrà a Zagabria, in Croazia.

 

Durante il Congresso si è tenuto un vivace dibattito, in cui circa 60 giovani lavoratori che partecipano ad attività di formazione ETF hanno mostrato la loro disponibilità ad essere soggetti attivi, insieme ai loro colleghi più anziani, nel rafforzamento dei sindacati e nella condivisione delle responsabilità.


Sindacati più forti: formazione e istruzione è la quarta priorità di lavoro. Essa è destinata a promuovere un migliore uso delle risorse formative esistenti (umane e materiali), sviluppare ulteriori strumenti di formazione e continuarne la promozione. La forza della Federazione deriva dalla forza dei suoi membri e, data la ancora bassa presenza sindacale in alcuni paesi, molto può essere fatto per migliorarne livelli.


L'ultima (ma non per importanza) è la priorità di Rappresentanza e coordinamento transfrontaliero. L'obiettivo è di promuovere la cooperazione transfrontaliera tra gli affiliati, con un maggiore scambio di informazioni e l'assistenza attraverso la creazione di un fondo di organizzazione transfrontaliera. Si continuerà a dare sostegno agli affiliati nei rapporti con i comitati aziendali europei (CAE) e nelle fusioni aziendali. Sarà allestito un progetto pilota per l'affiliazione diretta ad ETF dei lavoratori non sindacalizzati, nei casi in cui nei loro rispettivi paesi d’origine non esistano sindacati tramite cui organizzarsi.
 

Le cinque priorità sono completate da programmi di lavoro che ogni sezione ETF ha approvato per lo stesso periodo di quattro anni, oltre a quello approvato nella Conferenza delle Donne, che ha preceduto il Congresso, e quello dei Giovani che sarà adottato nel mese di ottobre, come già accennato.
 

Come ho ribadito nel mio discorso al Congresso, la forza della Federazione è quella dei suoi affiliati. Tutte le decisioni prese dal nostro Congresso saranno pienamente attuate solo con il sostegno e la partecipazione dei suoi membri. A questo proposito, sono felice di aver potuto contare con il contributo attivo della Filt-Cgil e mi auguro di continuare la collaborazione a tutti i livelli, dal Comitato Esecutivo alle Sezioni, ai Comitati Donne e Giovani. Le sfide del futuro richiedono più che mai che i sindacati agiscano insieme, facendo sì che la solidarietà prevalga sullo sfruttamento dei lavoratori.
Anche in questo caso vi rinnovo il mio impegno e quello del team ETF a lavorare al meglio delle nostre capacità per la difesa, la promozione ed il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori dei trasporti. Con il vostro supporto il nostro compito sarà reso più agevole.

Bruxelles, 9 giugno 2013