invia il tuo quesito

 

Novembre  2009

9 Novembre 2009 - Domanda:   Ho letto sul vostro sito dell’accordo firmato da Cisl e Uil senza la Cgil per il contratto nazionale. Ma è valido un accordo che prevede la truffa di due anni di arretrati?  Ma è valido un accordo dopo che tutti in sindacati avevano presentato una piattaforma insieme ? Cosa succede adesso al contratto nazionale?  Potrebbe accadere la stessa cosa anche per noi che lavoriamo nell’handling?

Roberto un nuovo iscritto alla cgil ex iscritto cisl.

 

Risposta:   Caro Roberto, purtroppo la firma dell’accordo separato segna un momento molto grave per i rapporti unitari e per i diritti dei lavoratori.  I motivi per cui la nostra Organizzazione non ha ritenuto di poter sottoscrivere l’accordo sono molteplici.

Come tu ricordi quell’accordo  priva i lavoratori di due anni di arretrati ma siamo di fronte ad un fatto talmente grave che va addirittura al di la del fattore economico.

La scelta irresponsabile di firmare un accordo scellerato sollecitato dalle aziende del catering pone una ipoteca sulla trattativa per la stipula del CCNL del Trasporto Aereo. Questo avviene dopo che, unitariamente, il Sindacato dei trasporti ha approvato una piattaforma e a due anni di distanza dalla scadenza dei contratti.

L’accordo prevede un adeguamento insufficiente delle retribuzioni ed allontana il traguardo di rendere omogenei i diritti dei lavoratori del settore. 

Abbiamo chiesto, convinti del nostro giudizio negativo sull’accordo, di partecipare alle procedure referendarie per chiedere insieme a tutti i lavoratori la bocciatura dello stesso.

Purtroppo i firmatari dell’intesa non permettono l’attivazione di un qualsiasi strumento di verifica democratica della consultazione. Negando oltre ai diritti dei lavoratori anche la dignità dello strumento democratico per eccellenza. Si preparano quindi ad un finto

“ referendum fatto in casa” .

Questo conferma che siamo di fronte ad un problema vero e proprio di democrazia sindacale oltre al fatto che sembra ormai evidente che ai firmatari dell’accordo separato non importi nulla del rapporto con i lavoratori, dei loro diritti e degli strumenti di democrazia.

La FILT CGIL insieme ai lavoratori del settore tutto, continuerà a chiedere la cancellazione dell’accordo separato e presidierà i tavoli di confronto con l’obiettivo definito unitariamente con la piattaforma : consegnare ai lavoratori del settore il loro CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE che garantisca pari diritti e dignità e la salvaguardia del potere di acquisto dei salari.

Non è escluso che per non permettere la negazione dei diritti per tutto il settore e per rivendicare il diritto al CCNL sia necessario ricorrere ad iniziative di mobilitazione.

.

Maggio 2009

28 Maggio 2009 - Domanda:  Salve volevo sapere se ci sono novità sul contratto nazionale trasporto aereo.  Nell'ultima nota  del 31 marzo si diceva  che il 7 aprile  sarebbe  riprese le trattative, ci sono novità??  Grazie

Risposta:   La trattativa sul Contratto Nazionale è sicuramente rallentata a causa  delle numerose oggettive difficoltà registrate nel settore, resta comunque aperta la fase di confronto. Il riassetto della Associazione Assaeroporti,  con la nomina dei nuovi vertici, ha confermato la volontà a proseguire  il negoziato. La stessa volontà è ribadita dalle altre Associazioni datoriali  Assohandlers ed Assocatering.  Naturalmente per quanto riguarda le Organizzazioni Sindacali prosegue il  lavoro per tentare di addivenire ad una ripresa significativa del negoziato. Si lavora sia con le Associazioni datoriali che con le istituzioni (Min. dei Trasporti).  Nei prossimi giorni dovrebbe auspicabilmente essere riavviato il tavolo di confronto. Non appena ci sarà la ripresa effettiva del negoziato sarà  comunicata come al solito sulle pagine del nostro sito.

 Ottobre 2008

7 Ottobre 2008 - Domanda:  scusate, ma con tutta questa storia dell'Alitalia che fine fa il Contratto Nazionale? Ma le trattative sono ferme? Non è che una volta fatto il contratto CAI, quello vale per tutto il trasporto aereo?

Risposta:   Quello del Contratto Nazionale del Trasporto Aereo resta un obiettivo imprescindibile per tutto il comparto.   La vicenda di Alitalia non sposta quest'obiettivo, anzi ne sottolinea semmai, ancora di più, l'assoluta necessità di raggiungimento e anche, nonostante la drammaticità dell’avvenimento e delle sue possibili ripercussioni, la coerenza dell'impostazione.  Nella trattativa con CAI, anomala in ogni suo aspetto, abbiamo difeso strenuamente l'idea del CCNL da sempre nostro riferimento (per altro riconosciuto da CAI stessa).  Dalla dura trattativa con CAI è emersa, quindi, una nostra sostanziale “tenuta” a difesa dell’impianto del CCNL, tenuto conto che CAI acquisiva, da una posizione di vantaggio, una società commissariata e che, nelle realtà dove esiste un CCNL (vedi quella metalmeccanica), quando un’azienda passa per un momento di pesante ristrutturazione o anche di discontinuità, come quello attraverso cui sta passando Alitalia, il CCNL non è messo in discussione.  La stipula del CCNL del Trasporto Aereo rimane quindi un nostro obiettivo, ed è bene ricordarlo, è un obiettivo unitario come unitaria è la piattaforma sindacale. Siamo attivi proprio in queste ore per riavviare il tavolo di trattativa nazionale e di verificare cosa accade con l'ingresso di CAI in Assaereo che come noto ha disertato nei mesi scorso il tavolo negoziale.

Luglio 2008

21 Luglio 2008 - Domanda:  Sono una dipendente di [compagnia aerea straniera]. Credo che sia giusto che ci sia un contratto solo per tutti i lavoratori del trasporto aereo. Oggi nessuno è più al sicuro... Alcune compagnie, a causa del costo del petrolio, cancelleranno i voli per Roma già dalla fine dell’estate, all’inizio per qualche mese, ma poi… Forse dentro un unico contratto si potrà prevedere delle tutele… Però è importante anche lo stipendio… non che qui si naviga nell’oro!!!

Risposta: Il principio che ha ispirato la piattaforma del CCNL è proprio quello di estendere al massimo un sistema di tutele che possa essere applicato a tutti.

Fa particolarmente piacere la tua mail, perché la realtà delle Compagnie Straniere (appartenenti al contratto FAIRO) è poco conosciuta dal resto del mondo del Trasporto Aereo e spesso è considerata come investita di particolari privilegi.

Credo che tu, invece, abbia centrato proprio l’aspetto importante e cioè che, in un mondo come questo, poco regolamentato ed eccessivamente fluttuante (il petrolio in poco più di 6 mesi è passato da 70 a 140 dollari al barile), realtà piccole in termini numerici, magari pure appartenenti a grandi aziende, ne risentono esattamente come tutto il resto del comparto.

Dobbiamo costruire un sistema di regole, allora, che consenta alle aziende di non scaricare più tutto sul costo del lavoro o, come è il caso magari per alcune piccole realtà, sulla instabilità della condizione di lavoro.

Per questo crediamo che dentro un contratto che regola il lavoro di 50.000 persone, questo sia più facile da raggiungere, che dentro un contratto che è applicato a poco meno di 2.000, come è il caso del FAIRO.

Poi dobbiamo continuare ad agire sulla politica, per costruire un sistema di regole più generali, che riguardino il “come” fare trasporto aereo in Italia.

Infine, l’aspetto economico.

Tutti i lavoratori del Trasporto Aereo, e con essi anche quelli di FAIRO, hanno il contratto scaduto il 31 dicembre 2007. Bisogna rinnovare i contratti e bisogna farlo con una linea di coerenza che valga per tutti; di questo devono essere avvisate anche le controparti, e tra queste, anche l’Associazione FAIRO.

 

2 Luglio 2008 - Domanda: Signori, ogni giorno vediamo aumentare i prezzi, dai generi alimentari, al petrolio. L'unica cosa che non aumenta è il nostro stipendio. Sono un vostro iscritto e mi chiedo come mai il sindacato rimane in silenzio; sono un dipendente aeroportuale e ho il contratto scaduto da ben sette mesi. Ma cosa state aspettando? A quando una vera iniziativa di protesta?
Forse voi dipendenti cgil, con i vostri stipendi, non sentite il problema?? SVEGLIA!!! LA GENTE E' STANCA!!! SVEGLIA!!!

Risposta:  Quello della perdita di potere d’acquisto degli stipendi è un problema conosciuto e per il quale il Sindacato già, da tempo, ha investito questo Governo, così come il precedente. È il tema della defiscalizzazione dei salari e della Contrattazione di secondo livello, per i quali occorre un impegno concreto anche da un punto di vista legislativo. 
In questi giorni la FILT CGIL e le altre Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Datoriali sono impegnate (come è riportato nei rendiconti dell’andamento della trattativa) a discutere di stipula del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Personale di Terra della Compagnie Aere e delle Attività Aeroportuali.
Si parla di stipula, perché un contratto siffatto non esiste, esistendo, al contrario, un insieme di contratti diversi, divisi per attività, se non, addirittura, per azienda. Ma il termine “stipula” contiene in sé anche il concetto di rinnovo.
Nella piattaforma discussa nelle assemblee, che si trova on-line su questo sito, si può prendere atto delle proposte avanzate, le quali riguardano tutto l’insieme del contratto, tra cui anche la parte economica che è di 150 euro di aumento per il biennio.
Per il momento, gli incontri stanno registrando un buon andamento: non abbiamo, quindi, ravvisato il bisogno di procedere nella direzione di un conflitto, che tuttavia non escludiamo a priori nel momento in cui se ne dovesse ravvisare la necessità.
Siamo convinti, però, che il conflitto non sia lo scopo dell’iniziativa sindacale, ma un mezzo, uno dei tanti (tra cui il più efficace, per quella che è la nostra esperienza, resta sempre il confronto), per arrivare al vero fine che è quello di ottenere il contratto.

Un’ultima cosa.
Qui non ci sono dipendenti della CGIL. Chi ha responsabilità sindacale in FILT Trasporto Aereo (dal Segretario Nazionale, al Delegato Aziendale) non è stipendiato dalla CGIL, ma dall’azienda di provenienza, esattamente come un lavoratore iscritto. In questo senso, di quel lavoratore condivide il destino, ivi compresi i tempi per i rinnovi contrattuali o gli accordi di crisi qualora se ne dovessero firmare.

 Giugno 2008

23/6/2008  - Domanda:  Salve, a riguardo di quelle compagnie "low cost" che applicano un contratto unilaterale, quali cambiamenti immediati si potranno avere attraverso la stipula di un contratto unico? E le compagnie dovranno obbligatoriamente attenersi al nuovo contratto oppure attraverso la contrattazione di secondo livello, potranno essere ridotte le quote di salario o aumentati gli orari di lavoro, a scapito dei dipendenti?

Risposta: L’obiettivo che si intende cogliere insieme alla stipula del CCNL è quello che la sua applicazione sia estesa a tutte le aziende del settore. In questo senso, va detto, non esiste un rapporto diretto tra settore merceologico a cui appartiene un’azienda e il contratto di lavoro che deve applicare. In altri termini, non c’è l’obbligo per l’azienda di applicare proprio quel contratto e non un altro. Per questo ci prefiggiamo lo scopo di istituzionalizzare questa vertenza, ricorrendo ad un tavolo governativo, perchè la vicenda abbia quella rilevanza politica che permetta una totale esigibilità del Contratto.
La contrattazione di secondo livello, poi, ha materie specifiche ad essa demandate e non può incidere negativamente sul salario o sulle condizioni dei dipendenti contrattate nel CCNL.

16/6/2008  - Domanda: 150 euro sono poche. il potere d'acquisto è precipitato e voi chiedete 150 euro. sapete quanto pago di mutuo. all'assemblea, giustamente, qualcuno ha proposto 250 euro, perché non l'avete ascoltato.

Risposta: La richiesta economica è una cosa da prendere con molta serietà in una piattaforma. Da lì dipende l'andamento stesso della trattativa. La FILT CGIL, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali che hanno firmato la proposta, ha affrontato l'aspetto della richiesta economica con serietà, e con lo scopo che essa sia credibile e, quindi, percorribile. Per questo, la proposta di 150 euro non solo è in linea con quella avanzata in altri settori dei trasporti (150 euro per il contratto della mobilità), ma anche con quanto altri contratti, siglati in altri settori, hanno già ottenuto. La richiesta poi, nel biennio, tiene conto dell'inflazione cosiddetta "realisticamente prevedibile" e cioè non quella prevista nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria del Governo (DPEF), la quale è sempre più bassa di quella che poi, di fatto, si registra nella realtà, ma dell'inflazione che è lecito attendersi in base agli andamenti e alle previsioni.
Quest'anno, ad esempio, nel DPEF era prevista un'inflazione al 1,7%, ma i dati dicono che, già a maggio, quella reale era a più del 3,4%. Per quanto riguarda, poi, la proposta, a cui tu fai riferimento, di 250 euro, non ci è sembrato che la stessa fosse appoggiata su motivazioni forti, ma solo su una legittima aspirazione, che però è difficile da sostenere alla lunga e soprattutto con le controparti. A conferma di questo, valga il fatto che quella cifra è apparsa solo a quell'assemblea e mai più riproposta alle successive, alle quali hanno pur sempre partecipato gli stessi propositori.

11/6/2008 - Domanda: Sono un dipendente di una compagnia aerea e il mio contratto è scaduto nel 2007. Mi pare che già il rinnovo del contratto della mia azienda non sia una cosa che porti via poco tempo, dal momento che, da sempre, dalla scadenza di un contratto alla sua firma passano sempre molti mesi, ma comunque penso sia sempre più facile e più veloce,
trovare un accordo con la mia azienda, che non mettere d'accordo tutti e fare un contratto unico

Risposta: Tutti i lavoratori del settore sono nell'identica situazione, dal momento che quasi tutti i contratti sono scaduti il 31 dicembre 2007. Questo quindi è il momento giusto per procedere ad una stipula del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Certo, mettere d'accordo tutte le Associazioni Datoriali non sarà una cosa semplice. Non tutte hanno lo stesso interesse, sedendosi al tavolo della trattativa, ma è anche vero che l'occasione è quella giusta e il fatto che anche Aziende facenti capo ad Assaereo, che come associazione non ha ancora sciolto la riserva, hanno invece aderito al progetto in modo autonomo, fa intendere che, forse, l'interesse a questa iniziativa è reale e fondato.
Non siamo convinti, poi, che ci voglia tanto più tempo a rinnovare un contratto con un'associazione, rispetto che con un'azienda sola; non crediamo, per essere chiari, che rinnovare il contratto con Assaeroporti, abbia portato via più tempo, in passato, che rinnovare il contratto, per esempio, con Alitalia o con Meridiana, nonostante Assaeroporti sia un'associazione che raccoglie una quarantina di aziende, mentre queste siano aziende singole. Infine, anche dal dubbio che solleva la tua domanda, si capisce che le perplessità riguardano più le difficoltà insite in questo percorso, che non la necessità vera di procedere in questa direzione. Se è così, in qualche modo, concordiamo con te. Difficoltà ce ne saranno, sono, forse, inevitabili, ma l'obiettivo è così importante da non farsi spaventare da esse. Per informazione, la trattativa è già iniziata e ha un calendario che prevede due date il 17 giugno e il 1 luglio

4/6/2008 - Domanda: Sono dipendente di un’azienda di handling,assunta a tempo indeterminato da due anni, ho letto la piattaforma per il contratto di settore del personale di terra del trasporto aereo e vi ho trovato delle cose che non capisco e altre che mi sembrano interessanti ma vorrei capire meglio quali vantaggi mi può portare un contratto di settore piu’ di un rinnovo dell’attuale.
Grazie, Antonella M.

Risposta:  Una delle motivazioni piu’ forti di questa scelta sta sicuramente nel tentativo di razionalizzare, omogeneizzare le attuali situazioni contrattuali, che, dopo l’avvenuta liberalizzazione dei servizi aeroportuali (direttiva europea 96/67), ha visto il proliferare di situazioni normative e retributive diverse anche in occasione di uguale attività.
Nonostante le azioni di contrasto messe in atto, dal Sindacato, in quasi tutti gli aeroporti italiani, vi sono aziende che svolgono attività di handling, in violazione di quanto stabilito dal D.L.18/99, gare d’appalto al ribasso che hanno ridotto la qualità dei servizi offerti e calpestato i diritti dei lavoratori.
Vediamo nel contratto di settore l’unico strumento per riordinare il comparto di tutte le attività, come una grande clausola sociale, contenitore di tutte le professionalità legate al trasporto aereo.
Uniti, in un unico contratto sarà piu’ semplice il passaggio da un’azienda all’altra, la competizione non sarà basata esclusivamente sull’abbattimento del costo del lavoro e sarà esigibile la contrattazione di secondo livello, anche nelle aziende ad oggi escluse.
Fortunatamente il duro lavoro che è stato fatto, sin dall’ultimo rinnovo del contratto Assaaeropoti, sta portando i suoi frutti, il passo successivo sarà la definizione del nuovo contratto unico, obiettivo per il quale avremo bisogno del sostegno di tutte le lavoratrici e lavoratori.
Grazie per aver partecipato a questa iniziativa

4/6/2008 - Domanda:  Premesso che mi complimento per l’iniziativa “ccnlaereofilodiretto” che rappresenta un moderno strumento non solo di comunicazione ma anche di partecipazione diretta dei lavoratori, diversa e innovativa rispetto ai tradizionali strumenti. Vorrei chiedervi:
Ho letto le linee guida di piattaforma del ccnl del personale di terra del trasporto aereo e delle attività aeroportuali e vi chiedo di motivarmi meglio il perché e quali vantaggi vi sarebbero per i lavoratori che lavorano in una compagnia aerea, stare dentro un contratto di settore?

Risposta:  Ti ringraziamo per i complimenti e con l'occasione ti chiediamo di farti promotore di diffondere ad altri colleghi questa nostra iniziativa.
E ora veniamo alla tua domanda: come tu sai, il settore del trasporto aereo con l’entrata in vigore della liberalizzazione sono nate diverse compagnie aeree. Non c’è più il monopolio Alitalia di una volta.
In materia contrattuale esistono contratti di lavoro di natura aziendale (Es. Alitalia, Airone, Meridiana hanno tutti un contratto tipicamente aziendale) per non parlare dei vettori Low Cost che applicano addirittura contratti individuali. Insomma, siamo in presenza di una vera giungla.
Questa situazione ha prodotto prevalentemente due effetti negativi:
• Un dumping societario che comporta una concorrenza tra le diverse aziende del tutto scorretta, non esercitata sulla qualità del servizio, ma unicamente sul versante del costo del lavoro;
• Ha creato trattamenti economici, normativi e di diritti diversificati tra lavoratori, che a nostro avviso sono inaccettabili. Noi partiamo dal principio che a parità di mansioni svolte vi debba essere parità di diritti a prescindere dall’azienda che si lavora. Poi ovviamente con la contrattazione di 2° livello, di natura aziendale, si possono negoziare quote di salario legate alla produttività e redditività aziendale e nel contempo valorizzare le specificità professionali.