ASSEMBLEA NAZIONALE QUADRI E DELEGATI

CCNL del Personale di terra del Trasporto Aereo e delle attività aeroportuali

22 MAGGIO 2008

 

Relazione introduttiva di Mauro ROSSI Segretario Nazionale FILT/CGIL

 

Oggi è una giornata importante, per tutti noi. Dopo molto lavoro, un intenso lavoro unitario, si gettano le basi per cominciare a raccogliere i frutti di ciò che può determinare un cambiamento epocale per il settore del Trasporto Aereo. Siamo qui infatti per discutere e deliberare le linee guida della piattaforma unitaria per la stipula del

 

“CCNL del Personale di terra del Trasporto aereo e delle attività aeroportuali”.

 

Sono passati diversi anni, da quando l’industria del Trasporto Aereo nel nostro Paese, ha iniziato a sperimentare senza freni e regole la liberalizzazione dei servizi.

Liberalizzazione introdotta “allegramente” con la caratteristica, tutta italiana, che non ha eguali in Europa. Senza cioè porsi domande sulla necessità di un  accompagnamento regolatorio del processo di liberalizzazione.

 

Una Politica assente e inadeguata non ha capito l’importanza di seguire un tale processo con una rete di protezione, con delle regole di tenuta sociale e non discriminatorie. L’anomalia determinata dall’assenza di un CCNL dell’intero settore è stata vissuta sia dalle imprese che da qualche associazione datoriale e professionale non come un problema a cui porre rimedio ma, addirittura come una opportunità.

 

La liberalizzazione ha prodotto, ad oggi, scarsi, a volte inesistenti, miglioramenti nella qualità del servizio offerto. Al contrario, la concorrenza si è spesso combattuta esclusivamente sull’abbattimento del costo del lavoro e quindi sul peggioramento delle condizioni, oltre che sulla precarietà degli addetti e delle stesse imprese.

 

Abbiamo quindi vissuto gli enormi effetti negativi a carico del lavoro e arriviamo a questo appuntamento, dopo anni nei quali ci siamo imbattuti in molte crisi che hanno attraversato e continuano ad attraversare il settore. Anni, in cui ci siamo trovati spesso a rincorrere le imprese in fuga verso la giungla delle condizioni più diverse cui hanno sottoposto lavoratrici e lavoratori, che pur svolgono le stesse mansioni.

 

Dotare il settore del trasporto aereo di un CCNL e quindi di un modello di relazioni, in linea con la riforma nazionale della contrattazione, non può che determinare  oggettive ricadute positive sia per i lavoratori, in merito a diritti e salari, sia per le aziende del settore.

 

Lo spezzettamento della filiera produttiva infatti, la nascita di piccole aziende, l’arrivo in Italia di aziende straniere e non da ultimo la presenza di molte cooperative che lavorano in subappalto, sono alcuni degli elementi che caratterizzano la crisi strisciante e decennale dei vettori e delle aziende di Trasporto aereo.

 

Tutte le imprese del settore, siano esse grandi o piccole,  a partire dai vettori come Alitalia e finendo con le numerose, a volte micro, aziende di handling  hanno bisogno, per rilanciarsi, oltre che di una spiccata managerialità, di un “sistema trasporti” che il nostro Paese, a differenza di ciò che accade altrove, non ha.

 

Abbiamo bisogno di regole comuni che garantiscano certezze riguardo ai costi e alla produttività del lavoro, riguardo ai salari e ai diritti, mettendo fine al dumping sociale che ha caratterizzato gli anni di progressiva maturazione della liberalizzazione del settore.

 

Gli anni della concorrenza sleale!

 

L’esperienza vissuta fin qui, unita alle scadenze a dicembre del 2007, del Contratto nazionale delle gestioni e dei servizi aeroportuali di assistenza a terra, del contratto del catering, nonché della maggior parte dei Contratti Aziendali dei vettori italiani  rappresenta, per tutti, l’occasione da non sciupare per costruire ed arrivare alla piena applicazione di un unico Contratto Collettivo Nazionale di settore.

 

Un obiettivo irrinunciabile nel contesto di una liberalizzazione ormai  a regime e dove la particolarità dell’industria consiglierebbe di approcciare  addirittura una idea di contratto che vada oltre i confini nazionali in un ambito almeno europeo.

 

Ne siamo talmente convinti che abbiamo teorizzato in passato la possibilità di stipulare  il CCNL UNICO, sia delle attività di terra che di volo. Riscontrando però un approccio impaurito delle associazioni professionali dei naviganti, che temono di subire un ridimensionamento della loro rappresentanza in un contesto più  generale e che, è noto a tutti, interpretano il loro ruolo in una dimensione molto più circoscritta, si è scelto quindi di raggruppare i molti contratti esistenti  in due macro contratti. Quello del personale di terra e quello del personale di volo, compiendo un passo per volta, certi che ciò renderà possibile la  successiva integrazione dei due CCNL del TA.

 

Questa vertenza parte da lontano ed ha vissuto momenti di graduale avvicinamento all’obiettivo. Momenti difficili, tappe fondamentali di un costante impegno  sindacale.

 

L’ Accordo per il CCNL Assocatering del 1999 “apparentato”  al CCNL Assaeroporti e i successivi rinnovi. Il rinnovo stesso  del CCNL Assaeroporti del 2005, che ha posto le basi per la riforma contrattuale, prendendo atto della realtà della segmentazione dei processi produttivi e della polverizzazione della filiera. L’importante sottoscrizione del verbale di accordo del novembre 2006 con la associazione datoriale  Assohandlers, che, forse giova ricordarlo, nacque alcuni mesi prima su esigenza delle aziende di handling con l’obiettivo di contrapporsi proprio all’idea del CCNL.  Di enorme importanza, è stato il lavoro svolto nella scorsa legislatura presso il Ministero dei Trasporti e la lunga vertenza con Enac che, dopo l’accordo presso il Ministero stesso, ha determinato la delibera e la circolare ENAC per l’applicazione del ccnl Assaeroporti alle attività del decreto 18/99.

 

Atti che in questi giorni sono impugnati da alcune Società al Tar del Lazio e della Lombardia. I ricorrenti guardano ancora a ieri. Guardano alla riduzione dei diritti come unico modo per consentire a  loro  di competere sul mercato. Hanno una idea misera di competizione, partendo dalla loro incapacità di partecipare alla nascita di un sistema di qualità, hanno inciso negativamente sul mercato e sul valore del provento delle attività da loro svolte, avviando una selvaggia politica del massimo ribasso, del sub appalto, dell’abbassamento della qualità dei servizi, con il risultato di aver impoverito e ridotto al quasi fallimento un intero segmento produttivo. A questa idea noi ci dobbiamo opporre con tutta la forza necessaria. Contro questa idea e nei confronti di questi soggetti che hanno aperto un contenzioso legale ci dobbiamo mobilitare, assumendo iniziative conflittuali sui vari territori.

 

A questi soggetti  NOI OGGI DICIAMO BASTA !

 

Rivendichiamo una competizione che si svolga sulla qualità del servizio offerto e sulla efficienza dell’impresa e non sul dumping sociale e contrattuale.

 

Il lavoro svolto,  che di sicuro non è stato semplice,  con le diverse  associazioni datoriali di settore e l’interesse formalizzato più volte e confermato in questi giorni da parte dei vettori come  Alitalia; Meridiana Eurofly; Airone; Livingston;  Mistral air; ed altri, addirittura in contraddizione con una posizione di disinteresse, a dir la verità, poco comprensibile assunta dal vertice di Assaereo, che fa emergere un loro problema associativo, ci consegnano un quadro delle controparti già pronto al negoziato, a cui aggiungere la rappresentanza delle compagnie straniere Fairo. Fairo guarda a questa iniziativa con qualche timore di venire indebolita nel  proprio ruolo di rappresentanza. Siamo certi però che una volta insediato il tavolo negoziale sarà complicato per loro rimanerne fuori.

 

Le Segreterie Nazionali FILT, FIT, UILT, UGLT, nel presentare  le linee guida per la riforma contrattuale del settore, richiamano l’attenzione del Governo appena insediato sulla necessità di un forte intervento politico in materia di programmazione e regolazione dell’industria del Trasporto Aereo, investimenti, sicurezza, qualità dei servizi offerti e  clausole sociali. Unica via per rilanciare lo sviluppo che  la richiesta crescente di  mercato è pronta a sostenere.

 

Avevamo condiviso, nel recentissimo passato, un importante punto di partenza  rappresentato dalla “Riforma del trasporto aereo” presentataci e purtroppo solo annunciata dal Ministro dei Trasporti precedente. La riforma prevedeva, tra l’altro, il piano nazionale degli aeroporti, la classificazione degli stessi, la revisione dei sistemi tariffari e sanzionatori e delle regole anche attraverso il contratto di settore.

 

Al nuovo esecutivo chiediamo di riavviare con molta più convinzione lo stesso cammino portandolo questa volta a termine .

 

La richiesta del Sindacato, attraverso un contratto capace di tutelare l’insieme del lavoro, è rafforzata dall’esigenza di superare, in una prospettiva di più ampio respiro, antiche logiche aziendali monopolistiche, ormai inserite in un contesto liberalizzato.

 

Perché ciò si realizzi, è necessario il coinvolgimento della Politica e di tutti i soggetti del settore, in un quadro di rinnovata partecipazione, per definire la politica del settore. Il trasporto aereo ha bisogno del superamento dell’attuale ENAC, dalla gestione profondamente inadeguata, con la nascita di una vera “Autorità nazionale” sul modello di quelle europee e mondiali e  non da ultimo il settore necessita dell’omogeneizzazione degli strumenti di ammortizzazione sociale.

 

La vertenza contrattuale, che si avvia con l’approvazione della piattaforma, si colloca all’interno della fase di riforma della contrattazione e dell’ampia vertenza che rivendica una politica dei trasporti nel nostro Paese, scelte strutturali di programmazione e regolazione  per dare risposte ai lavoratori e ai cittadini, in linea con le aspettative di sviluppo di un moderno Paese europeo

 

Il CCNL dovrà trovare significative soluzioni al tema del precariato, che raggiunge, nel settore del trasporto aereo, le forme e gli aspetti di un vero problema sociale, con pesanti ripercussioni sul futuro pensionistico delle lavoratrici e dei lavoratori più giovani. Di rilevante importanza sarà anche estendere la clausola sociale, strumento concreto ed esigibile per affrontare senza traumi il passaggio di attività e quindi di lavoratori tra le diverse aziende del settore. Il CCNL dovrà inoltre garantire l’allineamento delle diverse condizioni e recuperare aree di incertezza interpretativa o peggio di applicazione diversificata di uno stesso istituto nei vari scali italiani.

 

La stipula del CCNL consegnerà al settore lo strumento principe per dare vita ad una nuova stagione. Una fase in cui la concorrenza tra le imprese, dovrà poggiare sulla capacità di competere, sulla qualità dei servizi e non sulla possibilità di incidere negativamente sui diritti delle persone e sulla loro sicurezza discriminandole.

 

Con la stipula del CCNL ci poniamo inoltre l’obiettivo di incidere positivamente sull’articolazione scomposta del conflitto che, in una realtà fatta di micro contratti segmentati all’interno di ogni singola azienda, da luogo inevitabilmente a vertenze ed occasioni plurime di conflitto che, finiscono con il determinare uno stillicidio di scioperi, alcuni di fondamentale importanza ed altri di cui a volte, anche per gli addetti ai lavori non è semplice  comprenderne i motivi Tutti però incidono indistintamente sullo stesso servizio. Il processo di liberalizzazione intervenuto e la presenza di pluriaziende che incidono sullo stesso servizio hanno reso anacronistico l’impianto della Regolamentazione Provvisoria della Commissione di Garanzia.

 

L’esperienza vissuta riguardo ai calendari e ai criteri della rarefazione oggettiva e soggettiva ha dimostrato che vertenze di importanza rilevante rischiano di non trovare sbocco e visibilità, compromettendo il principio fondamentale del rispetto delle regole e negando nei fatti il diritto di sciopero.

 

La Regolamentazione Provvisoria va superata, attraverso la definizione di un unico accordo per l’intero comparto, la cui specifica è da inserire nel CCNL. Restituendo al conflitto e alla sua gestione un ambito di esercizio del dissenso reale, che pur nella necessaria ed indispensabile tutela del diritto alla mobilità dei passeggeri e delle merci, prenda atto di un mondo del T.A. profondamente cambiato rispetto ai primi anni 90 e ai primi anni 2000 a cui risalgono (L. 146/90 e 83/2000). E’ senza dubbi necessario prevedere una revisione del sistema sanzionatorio, con particolare riferimento al disequilibrio in atto tra OSL e Imprese.

 

Sarà di estrema importanza poi, sostenere e verificare,  anche attraverso la richiesta di un complesso intervento legislativo, l’applicazione del Contratto Nazionale a tutte le aziende del settore, anche a quelle che oggi sono nella condizione di applicare ai loro dipendenti altri contratti o addirittura regolamenti unilaterali, è il caso di vettori quali Blu panorama, Windjet, Neos ed altri, è il caso di una serie di cooperative che acquisiscono appalti da Società di gestione e che applicano, nel migliore dei casi un CCNL piuttosto che un altro a loro piacimento, senza dimenticare la situazione vissuta dai lavoratori impiegati da Ryan Air che subiscono condizioni inaccettabili. Questea compagnia, oltre che incassare sostanziosi aiuti di stato indiretti tramite gli enti locali elude  completamente la legge italiana, evadendo ogni normativa non solo quella del lavoro.

 

Per tutto quanto esplicitato sin qui, la proposta del Sindacato è quella di un contratto che contenga tutte le attività svolte dal Personale di Terra del Trasporto Aereo e delle Attività Aeroportuali e che quindi contempli naturalmente le specificità e le tipologie di attività così come previste dal D.lgs 18/99, nonché le altre svolte nelle compagnie aeree e, in genere, nei sedimi aeroportuali.    

                   

Ne consegue una nuova filosofia contrattuale   con l’inserimento delle figure professionali identificate nella scala parametrale unica e nel capitolo “classificazione del personale”. Ferma restando la necessità di definire le aree contrattuali corrispondenti, vanno individuate a livello generale le declaratorie e gli inquadramenti per le attività professionali.

 

Il CCNL dovrà costituire un vincolo esigibile per tutte le aziende che operano direttamente o indirettamente nel settore che, per la sua peculiarità, richiede stabilità occupazionale e formazione continua,  a garanzia della qualità dei processi produttivi e della sicurezza, costituito da una Parte Generale Comune e da Sezioni specifiche.

 

Ci poniamo l’obbiettivo di una Parte Comune Generale, per garantire condizioni omogenee di tutele e di diritti per tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore, pur riconoscendo la diversa e peculiare importanza dei distinti processi della filiera produttiva, che troveranno spazio nelle parti specifiche e nei rinvii alle contrattazioni aziendali/territoriali per le materie assegnate.

 

- Capitoli -

 

Per quanto attiene alle  relazioni industriali sindacali riteniamo importante negoziare i Diritti fondamentali quali  (sale sindacali, bacheche elettroniche, assemblee, trattenute, cral di sito); ed un modello di partecipazione ed informazione moderno.

 

Magari attraverso l’ Individuazione di strumenti di controllo/organismi di verifica e confronto sui piani industriali, sia nella fase di progettazione, che in quella applicativa;

 

L’ Istituzione dell’Osservatorio Nazionale paritetico sulle politiche di settore.

 

E’ necessario dotarci contrattualmente di una Strumentazione adeguata alla misurazione della Rappresentanza/Rappresentatività;  e quindi l’ Estensione delle RSU a tutte le realtà del settore;

 

La revisione delle Procedure per la gestione del conflitto.

 

Un Accordo nazionale tra le OO.SS. e le Associazioni Datoriali sul  monte ore permessi retribuiti.

 

Proponiamo l’incentivazione della contrattazione di 2° livello aziendale o territoriale, in sintonia con quanto previsto dalla riforma contrattuale in corso. Questa va sostenuta, sia in senso qualitativo, che quantitativo.

 

La contrattazione aggiuntiva dovrà essere esigibile ed incentrata sulle materie ad essa demandate, relative all’organizzazione del lavoro, alle prestazioni orarie e a tutta la materia della flessibilità contrattata, al salario per obiettivi relativamente ai parametri di qualità e produttività,

 

Riteniamo fondamentale aggiornare le clausole sociali esistenti in considerazione degli standard minimi di qualità, estendendo tale strumento di tutela a tutte le attività attualmente sprovviste, anche in occasione di subappalto, in modo da avere regole chiare e cogenti in caso di passaggio di attività e quindi di lavoratori tra le varie aziende del settore. L’obiettivo è di garantire l’equilibrio tra l’applicazione delle clausole contrattuali e le previsioni di legge, come ad esempio il trasferimento di ramo d’azienda (2112).

 

Il CCNL dovrà prevedere la definizione di un sistema più consono al cambiamento del lavoro avvenuto negli ultimi anni, il sistema classificatorio, la scala parametrale unica, le figure professionali, la valorizzazione delle competenze e i percorsi di carriera, le mansioni e i tempi di attestazione.

 

Ci poniamo inoltre, l’obiettivo di una reale riforma della busta paga, anche attraverso la semplificazione e/o l’accorpamento di alcune voci.

 

Dobbiamo rendere omogeneo L’Orario di lavoro a 37 ore e 30 min. settimanali e contrattualizzare  tutta la disciplina degli orari (giornaliero, settimanale e mensile; part time;  riposi settimanali, le ferie e permessi, etc.).

 

Nell’affrontare il tema del Mercato del Lavoro è necessario individuare tutti gli strumenti utili al superamento del precariato, introducendo diritti esigibili in termini di inquadramento, maturazione dell’anzianità e dei tempi di attestazione e stabilizzazione delle diverse tipologie di contratto.

 

Definire un percorso compiuto nel processo di stabilizzazione del lavoro, con particolare attenzione alle motivazioni ricorrenti nell’applicazione delle diverse tipologie di contratti.

 

Le stesse potranno essere stabilite all’interno di ogni specifica area e dovranno garantire la compatibilità tra le esigenze flessibili della produzione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, per cui la normalità del rapporto instaurato dovrà essere a tempo indeterminato.

 

Nelle more dell’applicazione a regime della Legge 247/07 e in riferimento al verbale sottoscritto il 21/04/08 da Assaeroporti,  Assohandlers,  Assocatering  e  Organizzazioni Sindacali, andranno individuati, per quanto attiene le assunzioni di personale con contratto di lavoro a tempo determinato, i periodi legati alla stagionalità e la non discriminazione tra addetti “stagionali” e non, per la maturazione del diritto alla stabilizzazione.

 

Vanno recepite contrattualmente le modifiche apportate alla L. 626/94, dal testo unico va rivendicata  la valorizzazione ed una vera agibilità per la figura del RLS, anche di Sito.

 

Naturalmente a valle dell’intesa bisognerà procedere all’ Immediato rinnovo elettorale degli RLS.

 

Riteniamo molto importante l’istituzione di una Commissione paritetica tra Associazioni Datoriali e Sindacali per il monitoraggio e la eventuale definizione di proposte modificative dell’attuale legislazione relativa ai lavori usuranti. Cosi come l’ Introduzione di Commissioni Paritetiche antimobbing.

 

Tutt’altro che banale, tenuto conto degli episodi e delle denunce che continuiamo a registrare è il tema delle molestie sessuali. Avvengono in un clima inadeguato che riguarda anche noi e la nostra capacità di indignarci realmente per questi episodi di violenza inaccettabile: E’ corretto quindi richiamare l’ Adozione in tutte le azienda del settore, oltre che di un vero intervento sanzionatorio,  di “Regolamenti di prevenzione degli episodi di molestie sessuali”, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, e delle stesse aziende.

 

Con l’obiettivo di incentivare i giovani all’iscrizione ai Fondi pensione, rivendichiamo l’estensione della facoltà di iscrizione con relativo contributo previsto contrattualmente a carico delle Imprese, per tutti i lavoratori indipendentemente dal tipo di rapporto di lavoro instaurato.

 

Individuazione di forme di intervento e tutela degli iscritti al fondo pensione in caso di invalidità permanente e premorienza.

 

Individuazione di una soluzione omogenea relativa all’ ”ex art. 23 Assaeroporti” che determini il superamento dell’attuale frammentata situazione e la  regolazione dell’istituto contrattuale per l’intero comparto.

 

In merito all’assenza per maternità si propone di emendare quanto previsto negli attuali contratti a partire dall’integrazione del salario al 100% per il periodo di maternità obbligatoria e il versamento della contribuzione aziendale relativa alla previdenza complementare, anche nei periodi di assenza per maternità/paternità facoltativa (ex L. 53/2000).

 

Per quanto attiene l’art. 4 della  L. 53/2000, riguardo i  “congedi per eventi e cause particolari”, rivendichiamo un’indennità pari al 30% della retribuzione per il periodo di assenza del lavoratore. La Possibilità su richiesta della madre o del padre lavoratore di usufruire dell’orario di lavoro part-time fino al terzo anno di vita del bambino e l’incentivazione tesa a favorire la presentazione e l’attuazione di progetti di AZIONI POSITIVE in base all’art. 9  L. 53/2000.

 

Intervenire sulla Tutela della salute e sul trattamento di malattia anche con riferimento all’istituto del comporto e alla sua misurazione. Non sono pochi i casi in cui ci vediamo costretti a contare sul buon senso aziendale nel trattamento di casi gravi.

 

Sulla necessità di intervento per il superamento dell’attuale regolamentazione provvisoria della Comm. Di Garanzia ho già detto mentre per gli

 

Al fine di razionalizzare la materia  e anche in considerazione del regolamento ENAC rivendichiamo un confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali sulle motivazioni dell’appalto e sue caratteristiche.

 

Riteniamo necessario prevedere nella fase di redazione del capitolato e nelle successive fasi di aggiudicazione e/o affidamento, la predisposizione di clausole che, oltre agli adempimenti di legge, garantiscano l’applicazione del CCNL del Personale di Terra del Trasporto Aereo e delle Attività Aeroportuali.

 

In occasione di cambiamento di soggetto economico naturalmente dovrà trovare piena applicazione la clausola sociale.

 

La richiesta economica – e mi accingo a concludere – è di  150 €  tesa a soddisfare l’ esigenza di un recupero salariale coerente con l’inflazione “realisticamente prevedibile”. Sulla parte economica deve essere condiviso un reale intervento di riequilibrio della divaricazione salariale esistente tra le diverse generazioni.

 

Vogliamo che sia garantita la completa e contestuale stesura del CCNL al fine di rimuovere l’ennesima anomalia rappresentata dal fatto che, dalla fine degli anni 80, non esiste una stesura contrattuale ufficiale in tutto il settore. E questo rappresenta un problema grande per i lavoratori e per le nostre strutture sindacali.

 

Infine Confermiamo lo strumento indispensabile  del referendum riguardo all’ipotesi di intesa sul CCNL che sarà sottoposta a consultazione tra tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore.

 

Con la giornata odierna e l’approvazione delle linee guida della Piattaforma Rivendicativa si pongono le condizioni per l’avvio in tempi molto brevi delle due fasi

 

 

L’obiettivo del CCNL è oggi a portata di mano ed il valore della solidarietà tra tutte le lavoratrici ed i lavoratori del settore  garantito dal CCNL è ben maggiore di qualsiasi rivendicazione di un solo segmento produttivo, di una singola categoria, di una singola  azienda, seppur importante.

 

Questo valore ci guiderà rafforzandoci. Il valore dell’unità per il raggiungimento del risultato che aspettiamo da sempre.... Crediamoci tutti, crediamoci fino in fondo.

 

Uniti, siamo più forti !