PREV.I.LOG
Fondo Pensione Nazionale complementare a capitalizzazione individuale per i
lavoratori della logistica
Piano iniziale di attività
Il “Fondo Pensione nazionale complementare per i lavoratori della logistica”, in forma abbreviata “PREV.I.LOG”, è il fondo costituito in attuazione dell’accordo stipulato in data 21.2.2007 tra ANITA, ASSITERMINAL, ASSOLOGISTICA, ASSOPORTI, CONFETRA, CONFTRASPORTO, FAI, FEDERAGENTI, FEDESPEDI, FEDIT, UNITAI e le Federazioni Nazionali dei Trasporti FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI e il Fondo Nazionale di Previdenza dei Lavoratori delle Imprese di Spedizione Corrieri e delle Agenzie Marittime Raccomandatarie e Mediatori Marittimi (FASC). L’accordo costituisce la fonte istitutiva del fondo pensione PREV.I.LOG, che viene costituito come associazione riconosciuta.
Numero di appartenenti all’area dei destinatari
Il fondo pensione PREV.I.LOG si rivolge, in coerenza con le previsioni
contenute nelle fonti istitutive e in attuazione dei Contratti Nazionali di
Lavoro dei settori interessati, ai lavoratori dei settori:
- logistica, trasporto merci e spedizione;
- agenzie marittime e raccomandatarie e mediatori marittimi;
- autoscuole e studi di consulenza automobilistica;
- porti.
Sono altresì destinatari del Fondo i lavoratori dipendenti da datori di
lavoro che applicano i contratti nazionali collettivi affini ai precedenti,
intendendosi per tali quelli operanti nel settore dei trasporti e dei servizi
alla mobilità (a titolo esemplificativo: trasporti funerari, guardie ai fuochi,
ecc.)
Possono associarsi al Fondo anche i lavoratori dipendenti delle Associazioni e
Organizzazioni Sindacali istitutive del Fondo e i lavoratori dipendenti del
FASC.
I lavoratori dei settori considerati ammontano a un totale di circa 100.000,
distribuiti tra circa 10.000 aziende o enti datori di lavoro, di cui tra le 300
e le 400 con più di 50 lavoratori, per circa 40/50000 mila lavoratori.
Numero minimo di aderenti per procedere all’elezione degli organi collegiali e tempi
In considerazione della platea di riferimento e in relazione agli schemi previsionali relativi ai primi tre esercizi, si ritiene che il numero minimo di aderenti che saranno raggiunti entro 18 mesi dall’iscrizione all’Albo possa essere di 7.500. Al raggiungimento della soglia di 7.500 aderenti, si procederà con l’elezione e l’insediamento degli organi di amministrazione e controllo definitivi, che subentreranno in carica entro il termine del secondo anno a decorrere dall’iscrizione all’Albo Covip del fondo.
Tempi previsti per la conclusione dei processi di individuazione della banca depositaria, del gestore amministrativo e del gestore finanziario
In considerazione dell’anticipo della riforma e della scadenza del 30 giugno
2007 per la tacita devoluzione del Tfr, i tempi di stipula delle convenzioni con
gli outsourcers non possono che rimanerne condizionati.
In particolare, i lavoratori afferenti a PREV.I.LOG, in caso di conclusione dei
processi di selezione oltre la scadenza del 30 giugno, si troverebbero
sprovvisti di forme di previdenza complementare collettive cui far confluire il
loro Tfr mediante il meccanismo della tacita devoluzione. Questo con
l’aggravante della progressiva riduzione delle prestazioni di I pilastro.
Per questo motivo si intende individuare in tempi molto rapidi (massimo 45
giorni successivi l’autorizzazione) la banca depositaria, il gestore
amministrativo e i gestori finanziari. In particolare, si prevede di pubblicare
i bandi immediatamente dopo l’autorizzazione all’esercizio dell’attività,
concedere 20 giorni per la formulazione delle offerte, valutare queste ultime in
ulteriori 20 giorni e procedere con la stipula entro i successivi 5 giorni.
L’obiettivo è di essere pronti a ricevere adesioni entro il 30 giugno 2007, al
fine di ricevere altresì le adesioni c.d. tacite.
Quanto alla fase di start-up, il FASC, socio fondatore del PREV.I.LOG, che
esprime una parte dei componenti del Consiglio di Amministrazione, sulla base
dello specifico Know-how, è disponibile a fornire i servizi di collettore
contributivo e di contabilità, nonché ogni altro servizio fosse necessario nella
fase transitoria, al fine di garantire la maggior efficienza ed economicità
possibili.
Si valuta tale opportunità come un fattore particolarmente positivo,
nell’interesse degli aderenti, tenendo conto che il FASC è in grado di fornire
tali servizi con vantaggiose economie di scala e quindi a costi ridotti.
Quanto al controllo contabile, le previsioni statutarie prevedono l’assegnazione
dei relativi compiti al collegio sindacale, salva diversa indicazione
dell’assemblea. È evidente che sino alla costituzione dell’assemblea, quindi, il
controllo contabile resterà affidato al collegio sindacale provvisorio.
Prevedibile numero di aderenti al termine di ogni anno, con riferimento al primo triennio di attività
La platea di potenziali aderenti ammonta a circa 100.000 lavoratori,
distribuiti tra circa 10.000 aziende-enti. Tra essi, i datori di lavoro con più
di 50 addetti iscritti alla Fondazione sono tra 300 e 400 e annoverano circa
40-50.000 lavoratori. Conseguentemente, ipotizzando che l’istituzione del c.d.
Fondo Tesoreria – operativo per le aziende con più di 50 addetti – costituisca
uno stimolo all’adesione ai fondi pensione, è verosimile che un elevato numero
di questi 40-50.000 lavoratori aderiscano volontariamente ed esplicitamente a
PREV.I.LOG. Oltretutto, questa concentrazione di potenziali aderenti presso
pochi datori di lavoro dovrebbe facilitare le comunicazioni veicolate attraverso
gli stessi.
È opportuno in questa sede, al fine di valutare le prospettive di sviluppo del
Fondo pensione, citare i risultati dell’indagine campionaria sugli iscritti alla
Fondazione FASC rilevata tra dicembre 2005 e gennaio 2006. In quanto la
popolazione di riferimento della Fondazione FASC può essere un campione
rappresentativo dei potenziali aderenti a PREV.I.LOG, visto che si tratta delle
medesime categorie di lavoratori. Dall’indagine emergono alcuni elementi
interessanti. Per un verso, soprattutto tra coloro che dichiarano di avere una
capacità di risparmio nulla, una larga maggioranza degli iscritti non sta
provvedendo a integrare la pensione di base ed ha aspettative negative (66%),
pur registrandosi una propensione (57%) a forme di risparmio previdenziale che
comportano un versamento periodico costante. Ad oggi, tuttavia, aderiscono a
forme pensionistiche complementari individuali solo il 32% degli iscritti (Pip
28,5%; Fp aperti 3,5%). Poco più del 45% ha manifestato la propria disponibilità
ad aderire a un fondo pensione di categoria, in aggiunta a forme di copertura
già in essere (15%) o come unica forma (30%). Gli indecisi sono quasi il 28%.
Traendo le somme da questo quadro composito, estendendo i risultati
dell’indagine relativa agli iscritti alla Fondazione FASC alla platea di
riferimento del fondo PREV.I.LOG, appare lecito attendersi che nel primo anno,
anche senza le campagne informative (che comunque verranno effettuate), per un
verso almeno un terzo dei potenziali aderenti propensi ad aderire a fondi
pensione poi effettivamente aderirà a PREV.I.LOG (1/3 del 45%, cioè circa 16000
aderenti pari al 15% di 100000). I restanti 2/3 dei potenziali aderenti
propensi, verosimilmente aderiranno mediante tacita devoluzione del TFR, per
ulteriori 30000 aderenti c.d. silenti a PREV.I.LOG. Inoltre appare verosimile
che anche una parte degli indecisi (ben il 28%) finisca per aderire in via
tacita a PREV.I.LOG.
Prudenzialmente si assume che le adesioni nel primo anno ammontino a 4.000
unità, 8.000 nel secondo anno, 16.000 nel terzo.
Modalità di finanziamento delle spese di avvio e piano dei costi nel primo triennio
Si riporta di seguito una stima dei costi amministrativi imputabili a PREV.I.LOG, con separata indicazione delle spese di start up e delle spese a regime per il triennio 2007-2009. Si ipotizza di raggiungere 4.000 adesioni nel primo anno, 8.000 nel secondo e 16.000 nel terzo.
Spese di start up
| Spese di start up | ||||
| 5000 | Spese notarili di costituzione | |||
| 10000 | Consulenze legali | |||
| 10000 | Consulenze finanziarie | |||
| 15000 | Costruzione sito e software di simulazione | |||
| 75000 | Campagne informative iniziali (comunicazioni ai potenziali aderenti) | |||
| 5000 | Pubblicazione bando Banca depositaria | |||
| 120000 | 120000 | |||
| Spese a regime | 2007 | 2008 | 2009 | |
| CdA | 0 | 0 | 0 | |
| Direttore responsabile | 0 | 0 | 0 | |
| Organo di controllo e spese | 12500 | 25000 | 30000 | |
| Elezioni assemblea, CdA e organo di controllo | 15000 | |||
| Spese assemblea | 0 | 5000 | 5000 | |
| Sede, personale, servizi tecnici | 25000 | 45000 | 50000 | |
| Consulenze legali | 0 | 10000 | 10000 | |
| Consulenze finanziarie | 0 | 15000 | 20000 | |
| Manutenzione sito e software di simulazione | 0 | 5000 | 5000 | |
| Revisione contabile | 0 | 0 | 0 | |
| Servizi amministrativi | 20000 | 40000 | 75000 | |
| Comunicazioni agli iscritti | 0 | 8000 | 15000 | |
| Costo banca depositaria | 5000 | 10000 | ||
| Costo Gestori finanziari | 18500 | 45000 | ||
| Totale spese | 57.500 | 191.500 | 265.000 |
Tra le spese di start up si segnalano quelle notarili per la costituzione del
fondo, le consulenze legali e finanziarie per la consulenza legale e finanziaria
per la selezione e pubblicazione del bando della banca depositaria e dei gestori
finanziari, le spese per la costruzione del sito internet e del software
di simulazione relativo al progetto esemplificativo, i costi delle campagne
informative iniziali.
Tra le spese a regime si segnalano le spese per il collegio sindacale, per sede,
personale e servizi tecnici, per le consulenze legali e finanziarie, per la
manutenzione del sito internet, per le comunicazioni agli iscritti e per i costi
della banca depositaria e dei gestori finanziari. Le spese indicate nel primo
anno sono ridotte in ragione dell’inizio dell’attività in corso d’anno, mentre
nel 2008 vengono sostenute per tutto l’anno. Per il 2009 è previsto un ulteriore
incremento. Non sono indicate spese per il Direttore responsabile, in quanto nel
primo triennio è prevista l’assegnazione del relativo compito a un componente
del Consiglio di Amministrazione. Le spese per l’Assemblea sono assenti nel
primo anno, in quanto la costituzione è prevista al raggiungimento di 7.500
aderenti, traguardo che si prevede di raggiungere nel secondo anno. Le spese di
revisione contabile sono assenti in quanto tale funzione è affidata da statuto
al collegio sindacale, sino a diversa determinazione dell’assemblea. Quanto alla
sede, non vengono indicati costi in quanto essa sarà garantita dalla Fondazione
FASC, sulla base dell’accordo del 21.07.2007 Analogamente, i servizi informativi
potranno essere garantiti a bassi costi dal FASC, sempre che ciò risulti
nell’interesse degli aderenti. Questo comporterebbe un costo medio nei tre anni
di circa 45.000 €. Nel corso indicato è incluso quanto sarà necessario per il
FASC per adeguare i propri sistemi informativi alle regole della previdenza
complementare, nonché per manutenere tali adeguamenti nel tempo.
Dati i costi e ipotizzando a regime una raccolta di un ammontare di adesioni
pari a 16.000 unità, appare sostenibile nel medio termine un livello
commissionale di 10 € a titolo di contributo di iscrizione e una commissione
amministrativa annua di € 10. Tali spese appaiono leggermente al di sotto della
media attualmente applicata dai fondi pensione negoziali. Tuttavia, per far
fronte alle esigenze dei primi anni di attività e a fronte dell’incertezza circa
il numero di adesioni effettive, appare prudenziale fissare i costi a carico
degli aderenti e dei datori di lavoro in € 12,5 ( €10 lavoratori + €2,5 datori)
una tantum di iscrizione e € 20 a titolo di quota associativa annua a carico
degli aderenti.
Le spese di costituzione, promozione ed avvio del Fondo, quantificabili in €
120.000 ( € 12.000 a carico di ciascuna Associazione datoriale), verranno
sostenute mediante la quota una tantum, posta a carico delle Associazioni dei
datori di lavoro costituenti, sulla base dell’accordo 21.2.2007, nonché con le
quote di adesione una tantum a carico degli iscritti. In particolare, entro il
termine del 2007 si ritiene di raccogliere circa 4000 adesioni, che
comporteranno un ricavo di 12,5 € ciascuna, per un totale di € .50.000, con un
identico avanzo.
Si aggiungono per il primo anno ulteriori € 80.000 quali quote associative annue
di esercizio. Conseguentemente alla fine del primo anno si avrà un avanzo di
esercizio pari a 72.500 €.
Nel secondo anno, le entrate dovrebbero essere di 50.000 € per le ulteriori
quote di iscrizione, cui si aggiungerebbero 160.000 € a titolo di quote di
gestione annue. Come evidenziato nella tabella sottostante, considerando
l’avanzo dell’anno precedente e le spese 2008 che ammontano a 191.500 € si
registrerebbe un avanzo di 91.000 €
Il terzo anno le entrate dovrebbero essere 420.000 € totali comprensive di quote
di iscrizioni e gestioni si chiuderebbe con un avanzo di 246.000 € considerando
l’avanzo dell’anno precedente decurtate delle spese 2009 che ammonterebbero a
265.000 €
Questo quadro ci consente di affermare che l’iniziativa è sostenibile da un
punto di vista economico e che, qualora fossero raggiunti gli obiettivi di
adesioni stabiliti, si potrebbe procedere con una riduzione delle quote
associative a carico degli iscritti.
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2007 |
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2008 |
|
2009 |
|
|
+ 120.000 |
A carico delle Associazioni datoriali costituenti |
+ 72.500 |
Avanzo 2007 |
+ 91.000 |
Avanzo 2008 |
|
+ 50.000 |
Quote una tantum 4000 aderenti |
+ 50.000 |
Quote una tantum ulteriori 4000 iscritti, per un totale di 8000 |
+ 100000 |
Quote una tantum ulteriori 8000 iscritti, per un totale di 16000 |
|
+ 80.000 |
Quote annue 4000 aderenti |
+ 160.000 |
Quote annue 8.000 aderenti |
+ 320.000 |
Quote annue 16.000 aderenti |
|
- 120.000 |
Spese start up |
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- 57.500 |
Spese 2007 |
- 191.500 |
Spese 2008 |
- 265.000 |
Spese 2009 |
|
72.500 |
Avanzo 2007 |
91.000 |
Avanzo 2008 |
246.000 |
Avanzo 2009 |
Le campagne informative iniziali
L’indagine campionaria di cui all’allegato a) evidenzia una scarsissima
conoscenza della prestazione di base Inps (l’81% non ne sa nulla), una
conoscenza scarsa o nulla della previdenza complementare (74%), soprattutto tra
i giovani (79%).
Conseguentemente le campagne informative sono essenziali per il raggiungimento
dell’obiettivo di PREV.I.LOG di costituire una forma di previdenza complementare
che risponda all’esigenza delle categorie interessate, non sempre correttamente
percepita, di avere una integrazione della previdenza di base. I messaggi che
verranno veicolati riguarderanno la necessità della scelta di aderire a una
forma di previdenza complementare, unitamente all’attenzione alla scelta del
comparto giusto, in relazione alle proprie caratteristiche.
I canali che verranno utilizzati sono principalmente l’informazione cartacea e
il sito web. L’informazione cartacea si appoggerà anche alle comunicazioni
ordinariamente inviate dalla Fondazione FASC (Newsletter e comunicazione
periodica) al fine di ridurre i costi. A questo riguardo va segnalato che già
attualmente il sito e la Newsletter della Fondazione FASC sono percepiti dagli
iscritti alla Fondazione come primarie fonti di informazione sui contenuti della
previdenza complementare. Ulteriori comunicazioni cartacee verranno veicolate in
collaborazione con le associazioni datoriali.
È previsto l’acquisto di un motore di forecasting, oltretutto necessario per lo
sviluppo del progetto esemplificativo, da rendere disponibile agli aderenti a
PREV.I.LOG. Inoltre è prevista la creazione di un sito internet dedicato, la cui
costruzione è già stata avviata.
La gestione finanziaria
L’indagine campionaria di cui all’allegato a) evidenzia negli iscritti alla
Fondazione FASC, che sono un campione rappresentativo delle categorie
interessate da PREV.I.LOG, una capacità di risparmio bassa o nulla (oltre 60%)
ed una dimestichezza con gli investimenti in strumenti finanziari non
particolarmente elevata.
Gli intervistati, inoltre, prediligono investimenti con profili di rischio
moderato (76%) e si aspettano che una forma di previdenza complementare,
soprattutto se di categoria, offra forme di investimento in grado di assicurare
una certa tranquillità. A conferma di questa avversione al rischio negli
investimenti, l’orizzonte per un investimento è tra 1 e 5 anni per oltre il 64%
degli intervistati.
Questa prudenza, tuttavia, appare non perfettamente coerente con le
caratteristiche di gran parte della platea di potenziali aderenti. Alla
maggioranza di essi (64%), infatti, mancano alla pensione più di 16 anni. Si
tratta, cioè, di lavoratori non anziani, con previdenza obbligatoria “mista” o
contributiva, che quindi avrebbero un orizzonte temporale lungo e bisogno di
rendimenti elevati.
Sul piano delle scelte di gestione, l’indagine consiglia proporre un comparto
bilanciato, con livello di rischio medio-basso ed orizzonte temporale di 5 anni,
oltre che il comparto garantito, necessario per raccogliere le adesioni tacite.
I dati a disposizione, però, indicano che il comparto garantito non è il più
indicato per molti potenziali aderenti. Consigliare a tali aderenti ad una
scelta esplicita per il comparto bilanciato sarà uno degli obiettivi della
campagna informativa.
Le masse gestite
Si formula di seguito una stima delle masse gestite.
Si tenga conto che si ipotizza di raggiungere 4000 aderenti nel 2007, 8.000 nel
2008 e 16.000 nel 2009.
La retribuzione media ammonta a 25000 € annui nel 2007 e si stima che possa
crescere a 25.500 € nel 2008 e 26000 € nel 2009 per il calcolo delle voci utili
al contributo del Tfr e rispettivamente 23.000, 23.460 e 23.920 per il calcolo
delle voci utili alle contribuzioni dell’aderente e del datore di lavoro. Si
ipotizza che, decorrere dal 1° luglio, i 4000 aderenti del 2007 inizino a
versare la contribuzione a proprio carico, 2500 versando una percentuale del Tfr
del 1% ed i rimanenti 1500 versando una percentuale del TFR nella misura del
6,91%. Analogamente si ipotizza che gli ulteriori aderenti aggiuntivi dal 1°
gennaio 2008 per un totale di 8000 aderenti siano a loro volta suddivisi in 5000
che versino una percentuale del Tfr del 1% e 3000 che versino una percentuale
del TFR nella misura del 6,91%. Dal 1° gennaio 2009, poi si prevede che
aderiscano ulteriori 8000 per un totale di 16.000 aderenti, a loro volta
suddivisi in 10000 che versino una percentuale del Tfr del 1% e 6000 che versino
una percentuale del TFR nella misura del 6,91% .Al margine della gestione
finanziaria viene inserita una previsione di incremento in percentuale al netto
dell’imposta sostitutiva sul saldo della gestione previdenziale, tale che si
determinano i seguenti valori di Andp.
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In migliaia di € |
2007 |
2008 |
2009 |
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ANDP |
€ 5.132.094 |
€ 15.673.769 |
€ 37.338.789 |